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“Viterbo condannata a essere discarica del Lazio, diciamo basta”

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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Viterbo – “Viterbo discarica del Lazio, referendum abrogativo”. Rifiuti, uno dei cavalli di battaglia da consigliera comunale, Luisa Ciambella lo porta in campagna elettorale.

La candidata sindaca Per il bene comune torna all’attacco del piano rifiuti regionale. Un paragrafo in particolare, il numero 11.1, quello che definisce come la regione, sia suddivisa in ambiti territoriali ottimali. Ognuno smaltisce per se, ma qualora uno sia deficitario, tradotto non possa più accogliere immondizia, ne arriva un altro in soccorso.

Ancora tradotto, sono i camion di rifiuti che per mesi sono arrivati da Roma e pure da Civitavecchia, nella Tuscia.

“Siamo condannati a essere la discarica del Lazio e per questo – annuncia Ciambella in piazza del Gesù – abbiamo deciso di proporre un referendum abrogativo di quell’articolo, visto che tutta la politica della provincia si è voltata dall’altra parte, quando si è trattato di decidere”. Ovvero, quando è passato il piano regionale dei rifiuti, il 5 agosto del 2020.

“Nel paragrafo è spiegato come in caso di carenza d’impianti, l’Ato deficitario può usare quello di altri limitrofi, per 36 mesi. Quando è stata introdotta la norma tutti sapevano che i vari ambiti non erano più autosufficienti, a eccezione di Viterbo e Civitavecchia, con quest’ultima che poco dopo è andata in esaurimento.

Di fatto, ci hanno condannato a essere la discarica di tutto il Lazio. Dobbiamo dire basta”.

Chi porta rifiuti da fuori deve pagare qualcosa, o almeno dovrebbe. “È previsto un benefit – spiega Ciambella – una tassa per conferire. Ma il rincaro previsto è stato rinviato al primo gennaio 2022”.

La strada verso la Tuscia resta aperta e l’unico modo che vede la candidata sindaca è un referendum abrogativo per eliminare quella parte del piano.

Intanto raccogliendo 500 firme, per sottoporre la proposta al consiglio regionale, che la dovrà vagliare e poi, a via libera ottenuto, di firme ne serviranno 50mila, da trovare in sei mesi.

“La sola via possibile – continua Ciambella – per i cittadini che sono stati traditi dalla politica. Nel tempo la nostra discarica ha ridotto la sua autonomia, per i conferimenti dalle altre province”. È stata sopraelevata. Pure contro la volontà del comune.

“Sono stati presentati due ricorsi, per un primo ampliamento di 275mila metri cubi e per il secondo da 600mila. Mentre le analisi di fondo sui terreni mostrano parametri fuori dai limiti”.

Finora a Viterbo camion di rifiuti se ne sono visti tanti, proteste poche. Una la scorsa estate, con diversi sindaci della Tuscia, capitanati dall’allora primo cittadino Giovanni Arena.

“Una manifestazione – ricorda Ciambella – per dire no ai conferimenti, quando era chiaro che una legge lo prevede. Per questo il popolo non può fidarsi di governanti che prometto in campagna elettorale qualsiasi cosa, ma che poi svendono i diritti del territorio”.

Giuseppe Ferlicca

 


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