Viterbo – “Nonostante avessi detto subito di no alla candidatura a sindaco, hanno fatto circolare il mio nome, attribuendo a me la colpa per il rifiuto”. Daniele Sabatini ha fatto passare qualche giorno prima di raccontare com’è andata la vicenda legata alla proposta da parte di FI, Lega e Fondazione di mettersi a capo della coalizione, poi naufragata. Il suo no è stato motivato con ragioni di lavoro. Non la vede così il diretto interessato. “Ho avuto idea che cercassero in fretta un volto da proporre per nascondere i loro problemi e le loro divisioni”. Ce n’è pure sul suo ventilato passaggio a Fratelli d’Italia: “Proposte ne ho ricevute da diverse formazioni politiche ma in questa fase non le sto valutando”.
Daniele Sabatini
Daniele Sabatini è vero che ha aderito a Fratelli dì’Italia? La voce è circolata a più riprese, anche nelle ultime ore.
“Lo so – dice Sabatini – è una voce che corre da un paio di giorni. La verità è che sono fuori dall’agone politico e partitico da diversi anni. L’ultima tessera di partito che ho avuto è del Popolo della Libertà. Diciamo che è passata qualche stagione, politicamente sono ere geologiche.
Quindi è un no?
“Nel tempo, avendo rapporti anche personali, sono arrivate proposte da formazioni politiche diverse, ma in questa fase non le sto valutando. Dopo essere finito sui giornali, non per mia scelta ma su suggerimento di qualcuno per la questione del sindaco, si è riattivato un interesse nei miei confronti. Ma vorrei evitare di tornare sulla questione del sindaco”.
Torniamoci, invece. Giulio Marini sostiene che non ha accettato la proposta di Fi, Lega e Fondazione per ragioni professionali. Solo per questo?
“Sicuramente la mia professione m’impegna molto, mi dà tante soddisfazioni. Ma è riduttivo dire che io non abbia valutato una proposta di questo tipo solo per ragioni personali. La verità è che quando mi è stata avanzata l’ipotesi, ho cercato di vederci chiaro”.
Cosa ha visto?
“Èstata una richiesta sicuramente intempestiva, ma non era nemmeno questo il problema. Non sono uno che si offende per essere stato chiamato, seppure in via del tutto residuale, a oltre tre mesi dalla caduta del comune e dopo aver bruciato con ogni mezzo possibile, una dozzina di candidati. Chi fa o ha fatto politica non si offende per queste cose.
Allora il problema qual è stato?
“Più che problema, il punto è che, come anche i fatti recenti stanno dimostrando, l’impressione che ho avuto è che si cercasse frettolosamente un volto da presentare alla città per nascondere o almeno per far dimenticare il più in fretta possibile situazioni come gli accordi trasversali sull’elezione dell’amministrazione provinciale, o la caduta del comune, avvenuta in modo traumatico, ma anche le divisioni mai sanate e le incomprensioni personali e politiche di vari soggetti in campo, che stanno tenendo banco anche in questi giorni”.
Non se l’è sentita?
“Sinceramente non ero il candidato giusto per fare né il portabandiera di un gruppo contro un altro armato e nemmeno per fare da collante in una situazione in cui nessuno di loro, parlandoci separatamente, elargiva complimenti all’altro. Non c’erano le condizioni né personali né politiche per parlare di come amministrare una città come Viterbo. In tutto questo c’è stato anche un finale a dir poco paradossale”.
Quale?
“È stato detto che ho tergiversato, ho fatto prevalere obiettivi professionali e personali al bene della città. Non solo non è così, ma questo mi ha anche ferito. Chi mi conosce bene sa quanto ami e quanto abbia a cuore il futuro di Viterbo. Nei ruoli che ho ricoperto, mi ci sono impegnato con passione. Dire che non ho accettato semplicemente perché avevo da fare è molto distante dalla realtà e forse anche un po’ scorretto. Anche se detto da Giulio, che per me resta un amico, alla fine mi è sembrato che anche questo fosse utile solo ad attribuire a me la responsabilità di difficoltà che di certo non avevo creato io”.
L’avrà trovato sgradevole, ma non è poi così paradossale.
“Il paradossoè che sin dal primo momento in cui mi è stata avanzata la proposta e ho avuto chiara la situazione, ho subito detto che non ero io il candidato giusto per i tempi e i modi dell’iniziativa e che per questioni personali e politiche non potevo accettare. Invece, mi risulta che si sia continuato a trattare il mio nome per giorni, nonostante la mia chiara ed espressa contrarietà e a un certo punto sono finito sulla stampa. Qualcuno sostiene per esercitare una qualche forma di pressione. Non voglio crederci, ma resta il fatto che nonostante non ci fossero i presupposti, prima sono stato esposto e poi mi è stata data pure la colpa. Sono fuori dalla politica da diversi anni, ma questi mezzucci continuano a non piacermi e non li accetto”.
Tornando alla voce che si ripete su suoi passaggi in un partito piuttosto che in un altro, lei ha spiegato che contatti ci sono stati. Dando per scontati quelli in ambito locale, ce ne sono stati altri, pure in ambito nazionale? Si è parlato di Roberta Angelilli, che è di FdI.
“Questo è vero, ho avuto modo di parlare con coordinatori comunali, provinciali, regionali di tutti i partiti di centrodestra. Mi hanno contattato anche parlamentari, europarlamentari e consiglieri regionali, attuali e della precedente legislatura. Tutte persone con cui ho rapporti da anni e a tutte, sin da subito, ho dato la stessa risposta. Purtroppo non c’erano i presupposti per accettare e poter solo pensare d’amministrare una città come Viterbo in quelle condizioni. In pochi, per la verità, conoscendo bene la realtà di Viterbo, hanno obiettato rispetto alle mie considerazioni”.
E Roberta Angelilli?
“Ci ho parlato proprio ieri di persona e con piacere. Con Roberta mi lega un rapporto di profonda stima e amicizia. Un rapporto vero, sincero, sempre vivo sin dai tempi in cui era vice presidente del parlamento europeo. Ma mi ha contattato anche un sacco di gente, cittadini disorientati per la situazione attuale. Dopo anni in cui sei fuori da tutto, fa piacere ricevere attestazioni di stima e di vicinanza. In molti hanno compreso che il mio non era un no alla città, alla gente, ma solo l’indisponibilità a recitare tardivamente un ruolo per il quale ogni possibile presupposto era stato svilito e mortificato”.
La situazione politica in vista del voto è piuttosto complicata. In particolare nel centrodestra o quello che ne resta, ma un po’ in generale. Cosa si augura per Viterbo?
“Per Viterbo e i viterbesi mi auguro sempre il meglio. Con la loro tenacia e il loro profondo legame con le più robuste e profonde radici della città sapranno certamente compiere la scelta giusta. Per quanto riguarda “l’ancora giovane Sabatini”, come ha scritto lei qualche giorno fa, i viterbesi possono stare certi che a prescindere dal ruolo, rimarrà al loro fianco”.
Giuseppe Ferlicca
