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“Se Alessandra Troncarelli crede di vincere si dimetta da assessora”

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Viterbo -“In città tira un’aria di cambiamento. È tangibile”. Quando manca poco più di un mese alle elezioni comunali, Chiara Frontini, candidata a sindaco Viterbo 2020, fa il punto. Ritiene che Sgarbi sarà un valore aggiunto, punta sul patto civico di programma per Viterbo, pensa che le investiture romane abbiano fatto il loro tempo. Riferimento al centrodestra. Mentre per il centrosinistra: “Se Alessandra Troncarelli credesse nella vittoria si dovrebbe dimettere da assessora regionale”. La candidata Pd avrà il sostegno anche del sindaco uscente Arena (FI). “Il più grande esempio di trasformismo politico che io abbia mai visto”. E poi, le voci su un possibile accordo al secondo turno con FdI.


Viterbo - L'alleanza Sgarbi-Frontini

Chiara Frontini e Vittorio Sgarbi


Chiara Frontini, ormai manca quasi un mese all’appuntamento con le urne, qual è la situazione dal suo punto di vista?
“È tangibile che in città tiri un vento di cambiamento – dice Frontini – cittadini, professionisti e imprese hanno compreso che non è possibile proseguire sulla strada degli ultimi 15 anni, dove le strutture dei partiti hanno costruito alleanze elettorali sulla carta, che alla prova dei fatti hanno portato solo degrado e recessione economica. Siamo scesi di 57 posizioni nel settore lavoro e affari della classifica sulla qualità della vita del Sole 24 ore, con un tasso d’occupazione di 3 punti sotto la media percentuale italiana, all’85esimo posto su 107 province per start up innovative, addirittura 98esimi per assorbimento del mercato residenziale, ossia la percentuale di metri quadri comprati e venduti rispetto a quelli offerti sul mercato”.

Non è un problema un po’ generale, di una congiuntura non proprio favorevole?
“Amministrazioni locali lungimiranti, compatte e con un’idea chiara di sviluppo delle città sono riuscite a crescere nonostante le crisi globali che hanno caratterizzato gli ultimi 15 anni”.

A Viterbo no, perché?
“A Viterbo ha sempre prevalso l’interesse particolare, il piccolo cabotaggio. Quando diciamo “è ora”, significa anche che è ora d’interrompere le logiche che ci hanno impedito di crescere, e questo la città sembra averlo capito. Che senza un progetto d’insieme non ci sono opportunità, per nessuno”.

Ha sette avversari alla carica di sindaco, in altrettante coalizioni. Che idea si è fatta del quadro politico che andrà al voto dopo la caduta dell’amministrazione Arena?
“A noi non piace parlare degli altri, facciamo del nostro meglio per convincere sulla base di chi siamo e di cosa proponiamo”.

Però un’idea ce l’avrà. Per esempio sul centrodestra che ha governato tre anni e mezzo prima della sfiducia sottoscritta da 2 partiti su 3 di maggioranza, oltre parte dell’opposizione, compresa Viterbo2020.
“Per il centrodestra, è palese che investiture romane tardive non siano più credibili. Questo modello di governo, se così si può definire, ha già dimostrato di non essere in grado di dare alla città le risposte che attende”.

Il centrosinistra sembra agguerrito, avendo “arruolato” anche pezzi dell’amministrazione uscente, compreso Giovanni Arena.
“Dico solo una cosa. Se Alessandra Troncarelli credesse nelle sue chances di vincere queste elezioni, dovrebbe dimettersi. Se non lo fa, è per avere una rete di salvataggio, comunque vada. Vuol dire che non crede in se stessa e nelle sue possibilità e che fa della politica uno strumento d’occupazione di spazi. A noi questa logica non appartiene”.

E dell’ex sindaco Arena con la lista Viterbo cresce che ne pensa?
“La candidatura dell’ex sindaco Arena a sostegno Troncarelli rappresenta il più grande esempio di trasformismo politico che abbia mai visto. Credo che i cittadini non apprezzino più questi teatrini, sono operazioni che allontanano le persone dalla politica”.

Invece voi come vi proponete?
“Siamo convinti che sia il metodo a fare la differenza. Abbiamo visto come la diversità di obiettivi e i singoli interessi dei partiti paralizzino la macchina amministrativa. Serve un governo che unisca la città. Da anni la nostra squadra civica ha lavorato per togliere dal tavolo ciò che divide per metterci quello che ci unisce, ossia progetti concreti per lo sviluppo di Viterbo e della Tuscia, e lo stesso metodo traslato all’interno dell’amministrazione rappresenta la chiave di volta per far ripartire il territorio”.

Avete aggregato nelle vostre liste candidati che provengono da esperienze anche politiche diverse. Non pensa che in caso di vittoria questo possa rappresentare un problema?
“A sostegno della mia candidatura c’è un patto civico, composto da un gruppo eterogeneo unito dal programma. La macchina amministrativa non si blocca per la diversità delle provenienze delle persone, ma per la diversità degli obiettivi. Negli ultimi anni abbiamo visto coalizioni ideologicamente compatibili che non hanno portato risultati alla città, anzi hanno fatto danni. Noi abbiamo stretto un patto sugli obiettivi per la città. Siamo convinti che sia il metodo a fare la differenza. Abbiamo visto come la diversità di obiettivi e i singoli interessi dei partiti paralizzino la macchina amministrativa. Serve un governo che unisca la città. Da anni la nostra squadra civica ha lavorato per togliere dal tavolo ciò che divide, per metterci quello che ci unisce, ossia progetti concreti per lo sviluppo di Viterbo e della Tuscia, e lo stesso metodo traslato all’interno dell’amministrazione rappresenta la chiave di volta per far ripartire il territorio”.

Il patto comprende anche la lista Rinascimento di Vittorio Sgarbi, la cui conoscenza in ambito culturale è un vantaggio, ma alcune prese di posizione non posso rappresentare un boomerang per la sua coalizione?
“Non vedo nessun effetto boomerang, soffermarsi sugli aspetti, disconoscendo il contributo mi sembra tanto la strategia di chi fa polemiche spicciole guardando il dito invece che la luna. Vittorio Sgarbi, come lei ben dice, è una persona intelligente e un massimo esponente nel suo campo e io non ho mai avuto paura di circondarmi di persone intelligenti, anzi. Uno dei mali della politica recente è proprio che ha sempre preferito i più manovrabili ai più capaci, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutto. Vittorio aiuterà a esaltare la bellezza di Viterbo e a comunicarla nel mondo, come peraltro ha già fatto per Viterbo in epoche recenti, senza tutte le polemiche di oggi”.

Si parla di un accordo praticamente fatto tra Viterbo 2020 e FdI, nel caso in cui sia lei ad arrivare al ballottaggio, ma non Laura Allegrini. Che c’è di vero?
“Di noi negli anni si è detto di tutto: una volta con la sinistra, una volta con la destra, una volta con un pezzo di centro. Invece noi siamo ancora qua, sempre coerenti ma più maturi, mentre mi sembra che siano gli altri che venderebbero l’anima al diavolo mettendo insieme accozzaglie improbabili, pur di provare a vincere la partita, come Arena e Troncarelli, Calenda, che c’è ma non c’è proprio per superare questo imbarazzo e il Movimento 5 Stelle. Il nostro accordo è con la città, ora e sempre”.

Giuseppe Ferlicca


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