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Viterbo – “Se Antonella Sberna non era d’accordo sulla provincia, si poteva dimettere”. Giulio Marini, commissario comunale Forza Italia, la candidatura in Fratelli d’Italia dell’ex assessora ai Servizi sociali in comune non vuol farla passare sottotraccia.
La diretta interessata imputa l’addio agli azzurri, alla scelta di appoggiare il Pd in provincia, definita decisione scellerata che ha provocato l’effetto domino a palazzo dei Priori.
Marini ha qualche dubbio. Tanto per Sberna quanto per Matteo Achilli, consigliere comunale uscente azzurro, anche lui confluito in FdI.
“In un partito – spiega Marini – si prendono decisioni. E le prende chi è presente. Per dire la propria bisogna esserci. Non si può sollevare il problema quando accade qualcosa di negativo”. Riferimento alla caduta dell’amministrazione Arena. “C’era tutto il tempo – prosegue Marini – per mostrare il proprio punto di vista. Il 20 novembre quando abbiamo presentato la lista per la provincia, oppure prima, mentre era in preparazione. Non deve cadere un’amministrazione comunale per esporsi.
Oltretutto, se non si è favorevoli a una determinata scelta, ci si dimette dall’incarico. Se non si è più d’accordo, se ne traggono le conclusioni. È più corretto che lamentarsi poi. Accampare giustificazioni a posteriori non è giusto”. Sberna non era d’accordo sull’intesa col Partito democratico, che ha portato all’elezioni di Alessandro Romoli presidente. Situazione che ha fatto deflagrare il centrodestra in comune.
“Ma se l’amministrazione Arena non fosse caduta – si domanda in modo sibillino Marini – la giunta avrebbe proseguito il suo lavoro, tutto bene madama la marchesa?”. Dubbio.
“Dal punto di vista personale e affettivo – sottolinea Marini – non faccio un passo indietro, ma politicamente sono in disaccordo. Soprattutto perché si parla di due persone che il partito ha sempre provato a valorizzare.
Non mi pare che il loro agire sia stato di grande correttezza nei confronti di chi ti ha politicamente cresciuto. È stata una scelta opportunistica e come tale va presa”.
Giuseppe Ferlicca
