Mariupol – “Se c’è un inferno nel mondo, è ad Azovstal. Gli ultimi undici chilometri quadrati di libertà a Mariupol sono stati trasformati in un inferno”.
Mariupol – L’acciaieria Azovstal
A dirlo è un consigliere del sindaco di Mariupol, citato dall’emittente televisiva statunitense Cnn. Il funzionario ha raccontato di forti attacchi dell’esercito russo che stanno colpendo l’acciaieria di Azovstal, l’ultimo baluardo della difesa ucraina nella città di Mariupol. “Assalto senza sosta, anche di notte con la regolazione del fuoco dei droni – ha continuato il consigliere -. In alcune zone, le ostilità sono già oltre la recinzione dello stabilimento”.
Parole che confermano quanto già detto questa mattina da Denis Prokopenko, il comandante del Battaglione Azov che insieme ai suoi uomini si trova all’interno dell’impianto siderurgico. “Per il secondo giorno consecutivo l’esercito russo ha fatto irruzione nello stabilimento – ha affermato il militare in un videomessaggio -. Ci sono battaglie pesanti e sanguinose. Ringrazio il mondo intero per l’enorme sostegno della guarnigione di Mariupol. I nostri soldati se lo meritano. Nonostante tutto, continuiamo a eseguire l’ordine: mantenere la difesa”.
Nelle ultime settimane, da quando Mosca ha fallito nel tentativo di prendere Kiev e ha lanciato un’offensiva nella parte orientale del paese, l’impianto di Azovstal è stato colpito incessantemente dagli attacchi russi via terra e aerea. Al suo interno, sei piani sottoterra, si trovano sia militari ucraini che civili.
Alcuni civili sono riusciti a uscire dall’acciaieria grazie a dei convogli umanitari organizzati nelle ultime settimane e sono stati trasportati verso i territori controllati dalle forze ucraine. Nella giornata di oggi è partito un altro convoglio che dovrebbe raggiungere domani l’impianto per evacuare i civili rimasti. Lo ha fatto sapere Martin Griffiths, sottosegretario generale delle Nazioni Unite e coordinatore degli aiuti di emergenza.
