Viterbo – Su Talete serve “un’operazione trasparenza”, mentre sugli aumenti di luce e gas si interverrà “dando vita a delle comunità energetiche e mettendo il fotovoltaico sui tetti delle scuole”. Altre azioni? “Porre fine al club dei palazzinari, rappresentare in consiglio chi prende meno di 1.400 euro al mese e puntare sul lavoro”. Se poi non dovesse andare al ballottaggio Carlo D’Ubaldo, candidato a sindaco di Sinistra per Viterbo, non darebbe assolutamente alcuna indicazione di voto. E comunque vada, l’esperienza è destinata a scavallare il 12 giugno, perché “il nostro è un progetto a lunga scadenza, altrimenti non avrei accettato di farne parte”.
Carlo D’Ubaldo
Come ha maturato la scelta di passare dal mondo del sindacato a quello dell’impegno politico?
“Dall’esperienza sindacale sono uscito nel 2015, poi sono tornato al mio lavoro e sono rimasto a riflettere, come Catilina sulla sua storia. Ora mi hanno coinvolto e chiesto se volevo partecipare. Sono stato favorevole non tanto per la mia candidatura a sindaco, che non è importante, ma perché c’è un progetto di sinistra sociale e politica che va oltre la scadenza del 12 giugno. Se fosse stato solo per questa competizione elettorale non avrebbe avuto senso”.
“Sicuramente. Almeno ci proviamo. Contiamo sull’esperienza delle forze politiche di sinistra che sono presenti sul territorio tutto l’anno, senza il bisogno di aprire comitati elettorali. Associazionismo e sindacalismo di base: facciamo riferimento a quello, è il nucleo che porta avanti questo progetto”.
“Lavoro, beni comuni e ambiente: questi sono i sottotitoli. Ci sarò un periodo bruttissimo, ci dovremo aspettare una situazione molto critica anche a Viterbo. Saremo orecchio attento alle necessità della maggioranza delle persone, che sta al di sotto dei 1.400 euro al mese di stipendio, mai rappresentata in comune. Cercheremo di porre fine al club dei palazzinari e delle lobby che in questo territorio vogliono solo trarre profitto. E poi saranno anche i problemi di natura energetica a dettare l’agenda politica dell’amministrazione”.
“Circa 600 mila nel primo caso e e 200 mila per il secondo”.
“No, perché le coalizioni che si sono create sono talmente strane e variegate: dovrei dire di appoggiare una candidata del Pd che si è alleata con l’ex sindaco di centrodestra? Oppure un’altra candidata che in realtà, nascosta nell’enorme quantità di candidati a consigliere, è di centrodestra e ha gente che va da Sgarbi a Casapound? O la Allegrini? Ma per carità. Per noi fare una lista di sinistra è una scelta di testa e di cuore: pensiamo che la città possa essere governata maglio di come lo è stata finora. L’obiettivo e avere una rappresentanza in consiglio comunale, che sia la più forte possibile. E da lì dialogare con il mondo dell’associazionismo e della sinistra politica. Possiamo dire qualcosa di diverso”.
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