Viterbo – “Diritto di voto alle elezioni comunali anche per chi ha il permesso di soggiorno e diritto alla cittadinanza per tutti i bambini nati sul territorio italiano. Basta con la condizione di ‘straniero’. Tutti hanno il diritto di essere cittadini italiani”. A chiederlo è Aoua Ouologuem della segretaria provinciale della Uila, il sindacato dei braccianti agricoli, durante l’ultimo congresso dell’Unione svoltosi a Tarquinia.
“Non si riesce nemmeno – ha poi aggiunto Ouologuem – a far approvare la cittadinanza simbolica promessa dalla provincia per tutti i bambini figli di stranieri nati nella Tuscia. C’è sempre un’emergenza, c’è sempre qualcosa che la rimanda. E ormai sono passati degli anni”.
Aoua Ouologuem della segreteria della Uila Viterbo
Aoua Ouologuem è una mediatrice culturale dal 1990, arrivata in Italia dal Mali nel 1986. Due figli, uno di 16 e l’altro di 29 anni. “Il mio ruolo – spiega la segretaria della Uila – è facilitare il rapporto tra gli immigrati e le istituzioni, aiutandoli a fare la disoccupazione agricola e spiegandogli diritti e ruoli istituzionali, interfacciandosi in questo modo con Questura, Inps, Inail e tutti gli altri enti amministrativi. Quando un immigrato arriva in Italia, sa poco e niente di istituzioni e diritti e nella quasi totalità dei casi non conosce nemmeno la lingua. E l’immigrazione proviene da tanti paesi con tante lingue diverse. Il nostro è un lavoro difficile e complesso”.
Un lavoro che adesso tende a rivolgersi sempre più spesso verso stranieri arrivati in Italia da diverso tempo e che da anni stanno in campagna come braccianti o sui cantieri da operai. Una forza lavoro che si sta sempre più sindacalizzando e organizzando attorno alle comunità religiose presenti sul territorio di Viterbo e della Tuscia. Non più immigrati, ma lavoratori, spesso in condizioni economiche, sociali e abitative difficili, che chiedono diritti e si organizzano per farlo.
Aoua Ouologuem della segreteria della Uila Viterbo
“Da tanto tempo stiamo aspettando il diritto di voto amministrativo – ha sottolineato Aoua Ouologuem -. Diritto di voto amministrativo per chi ha il permesso di soggiorno. Per chi vive e lavora in Italia. Basta con la condizione di ‘straniero’. Tutti devono poter diventare cittadini italiani. Senza più timore di dirlo”.
Daniele Camilli
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