Washington – “La guerra ha cambiato fisionomia. Inizialmente si pensava ci fosse un Golia e un Davide, ma oggi il panorama si è completamente capovolto. Quella che sembrava una potenza invincibile sul campo si è dimostrata una potenza non invincibile”.
Washington – La conferenza stampa di Mario Draghi all’ambasciata italiana
A dirlo è il presidente del consiglio Mario Draghi durante una conferenza stampa all’ambasciata italiana a Washington. Il premier si trova infatti attualmente negli Stati Uniti dove ieri ha avuto un bilaterale con il presidente americano Joe Bien per discutere delle misure a sostegno del popolo ucraino e quelle per contrastare l’aggressione russa.
“Inizialmente era una guerra essenzialmente di difesa disperata che sembrava anche non riuscire – ha detto Draghi ai giornalisti presenti alla conferenza -. Oggi il panorama si è completamente capovolto e non c’è più un Golia. Quella che sembrava una potenza invincibile sul campo, per quanto riguarda una guerra combattuta con le armi convenzionali, si è dimostrata una potenza non invincibile”.
“Questo porta tutte le parti a fare una riflessione su quelli che sono gli obiettivi della guerra, bisogna chiedersi che tipo di pace si vuole – ha continuato il premier -. Ma prima ancora di arrivare a questo, c’è uno sforzo che occorre fare: sedersi intorno a un tavolo. Lo devono fare tutti gli alleati, ma in particolare la Russia e gli Stati Uniti”.
“Non è più valida la riposta che mi veniva data qualche tempo fa quando la guerra sembrava essere diversa e le due parti in guerra sembravano essere un Golia e un Davide. La risposta che mi fu data dal presidente Putin fu: “È troppo presto, perché bisogna che un accordo sia già pronto”. È chiaramente la risposta di una parte che pensava di avere un tale vantaggio che si chiude soltanto quando consegue i propri obiettivi. Ora non è più così. Nè gli uni né gli altri hanno ancora chiarissimi gli obiettivi, o comunque se li hanno chiari li devono definire. Occorre dunque sforzarsi per costruire questo tavolo e portarvici le parti”.
