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Grotte di Castro – (sil.co.) – Gestione dei rifiuti irregolare all’ecocentro in località Montepino, a processo davanti al giudice Roberto Colonnello l’allora responsabile dell’area tecnica-servizi del comune di Grotte di Castro.
I fatti risalgono al 27 agosto 2019, quando i carabinieri forestali della stazione di Bolsena hanno scoperto un’attività di raccolta dei rifiuti di natura sia pericolosa che di natura non pericolosa non rispettando i requisiti tecnici elencati dal ministero dell’ambiente e della tutela del territorio.
Al centro del processo, in particolare, la presenza fuori tettoia e senza copertura di Raee, ovvero rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, tra cui frigoriferi, contenitori di vernici e carta e cartone. E ancora: diverse tipologie di rifiuti non identificati tramite il relativo codice Cer,
All’imputato, un ingegnere difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, viene inoltra contestato che sul cancello d’ingresso non era affissa la cartellonistica riportante gli orari di apertura e i contatti del Comune.
Le indagini coordinate dal pubblico ministero Stefano D’Arma, proseguite per diversi mesi, si sono concluse a gennaio 2020. Martedì scorso si è tenuta l’ultima udienza del processo, rinviato a gennaio 2023 per la sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

