Viterbo – Il teatro Caffeina è pieno, galleria compresa. C’è chi conta almeno 500 persone all’iniziativa voluta da Chiara Frontini, a poche ore dalla consegna delle liste. Per lei ce ne sono sei.
Un’iniziativa dove c’è la politica, ma soprattutto il tentativo di coinvolgere, motivare i presenti. Della serie, andate e fatelo sapere. Anche a chi è già stanco della campagna elettorale. Anzi, proprio a loro, la candidata a sindaco Viterbo 2020 lancia un messaggio: “Votateci e fateci vincere al primo turno, ci risparmiamo due settimane di campagna elettorale”. Sottintesa l’allusione a chi prevarrà al secondo turno.
Chiara Frontini al teatro Caffeina
Come a ogni prima che si rispetti, c’è attesa. Lei non è al suo debutto, ma è un po’ come se lo fosse. Perché dalla volta scorsa, la sconfitta contro Giovanni Arena, è cambiato tutto. Inizia proprio da lì.
Si abbassano le luci in sala e parte un video della conferenza stampa a valle Faul, subito dopo il ballottaggio che nel 2018 ha visto prevalere il suo avversario. Di quella sconfitta assicura d’avere fatto tesoro.
Fine del video, arriva la musica. Nulla è affidato al caso. Sulle note dei Van Halen, Jump, entra la candidata a sindaco. Standing ovation preventiva.
Parla dell’impegno nell’avere formato una nuova classe dirigente. Pronta a governare. Dei 3 anni e mezzo all’opposizione. “In modo costruttivo dove possibile, dura se necessario, praticamente sempre”.
Presenta a gruppi tutto i 186 candidati. Parla della forza di rialzarsi. “Quando si cade, ci si risolleva per ricostruire. Non siamo candidati, ma cittadini a disposizione della città”. Uniti dal patto civico: “Che supera gli steccati delle ideologie. Perché c’è una città in emergenza e per questo abbiamo scelto le donne e gli uomini migliori. Siamo diversi ma non divisi”.
Il programma. “Basato su un anno e mezzo di programmazione pianificata, ascoltando. Abbiamo raccolto oltre 1200 questionari in tutto i quartieri”.
Quindi i cavalli di battaglia, il lavoro, il turismo slegato dalla cultura e associato allo sviluppo economico. “Viterbo deve diventare destinazione, si deve venire per vederla. Se ci sono eventi, tanto meglio”.
Tutto raccontato a grandi linee, perché oggi il primo obiettivo è motivare i presenti. Dare la carica.
Parla dell’apparato che per autoconservarsi ha fatto e farà di tutto, ma: “Non si può fermare il vento con le mani”. E chi sia il vento è chiaro a tutti i presenti.
Poi un messaggio a chi è già stanco della campagna elettorale: “Votateci e fateci vincere al primo turno, ci risparmiamo due settimane di campagna elettorale”.
Ringrazia tutti, applausi, inchino. Fiori ed è già tempo di calare il sipario. Adesso si va in scena. Sul serio.
Giuseppe Ferlicca
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