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Viterbo – Ancora aperti i giochi per andare al ballottaggio. E non è detto che Chiara Frontini vada al ballottaggio. Tutto lascia apparentemente presumere che il ballottaggio sia tra Alessandra Troncarelli e Chiara Frontini. Ma tutti i dati hanno un difetto: si riferiscono a un momento in cui Frontini era, in pratica, sola in campo. Ora sono in campo anche le coalizioni e i partiti. E queste sono come dei carri armati, lenti ma, una volta messi in moto, avanzano inesorabilmente.
E allora si può prevedere che Frontini, che va detto rappresenta tutto il vecchio che avanza travestendosi di nuovo, continuerà a perdere il vantaggio iniziale già ha perso molto terreno e continuerà a perderlo. L’alleanza con il partito di Sgarbi, uomo di punta della destra italiana da sempre, ha snaturato completamente, ammesso che ci fosse mai stata, la natura civica del movimento Viterbo 2020. Le deducibili alleanze e convivenze con l’area fioroniana e con Gabbianelli, mai negate veramente, faranno il resto. E poi basta vedere i curricula in campo.
Laura Allegrini, Alessandra Troncarelli e anche Claudio Ubertini non hanno certo il basso livello di curriculum amministrativo di Frontini, che non è riuscita ultimamente neppure a leggere correttamente dati chiarissimi per tutti. Anche per un bambino. Affermando cose non vere a ripetizione.
L’ipotesi vera è che le macchine elettorali entrate in campo in ritardo riusciranno a recuperare consensi e il bacino di Frontini è quello da cui pescare. Perché è quello più ampio, per ora, e più omogeneo ai candidati di centrodestra che stanno rincorrendo.
E allora è verosimile che ci sarà uno scontro per entrare al ballottaggio poco sopra al 25%. E Frontini è quella che rischia di più di non entrare.
Come dire: i campi da gioco sono due. Da un lato c’è chi fa una battaglia per entrare in consiglio almeno con un rappresentante. Battaglia in alcuni casi nobile di rappresentare alcune istanze dimenticate. E di controllare la correttezza dell’azione amministrativa.
Nell’altro campo c’è chi sta giocando la battaglia per diventare sindaco e le squadre in campo sono solo quattro al massimo, basta fare un’analisi politica decente per capirlo. E sono quelle di Allegrini, Ubertini, Frontini e Troncarelli.
E vista la situazione, politicamente Frontini non è per nulla sicura di nulla. Basti pensare all’accozzaglia di tutto ciò che ha messo insieme. Senza nessuno scrupolo civico. Il peggio dei grillini della prima ora e fuori tempo massimo. Una stagione quella grillina della prima ora che ha visto i danni enormi che il dilettantismo può causare.
Insomma, se qualcuno ha il coraggio di mettere in campo le proprie forze la partita è ancora tutta da giocare e il piano inclina non certo per il vecchio travestito di nuovo: Frontini. Tanto più se si pensa all’effetto partiti e candidature.
Carlo Galeotti
