Bassano Romano – “Lottiamo contro la mafia, le ingiustizie e la criminalità… Abbiate il coraggio di testimoniare”. Don Aniello Manganiello, parroco di Scampia durante la mattinata di ieri, 3 maggio, ha incontrato i ragazzi dell’istituto superiore A. Meucci di Bassano Romano in occasione della giornata sulla legalità, in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia locale. Un appello a lottare contro la criminalità organizzata.
Bassano Romano – don Aniello Manganiello e la dirigente scolastica nella sala conferenze
Nella mattinata di ieri, 3 maggio 2022, le classi dell’istituto superiore A. Meucci di Bassano Romano si sono recate al monastero di San Vincenzo in occasione della giornata a tema “A scuola di legalità – don Aniello Manganiello incontra gli studenti”, un’iniziativa promossa dalle scuole aderenti alla “Rete Giovanni Falcone”. Da via remota, hanno partecipato anche le scuole italiane con sede a Madrid e a Barcellona.
La “Rete Giovanni Falcone” nasce per diffondere e potenziare tra studenti e studentesse la cultura della legalità, allo scopo di formare uomini responsabili e cittadini consapevoli, stimolando in loro coscienza collettiva e senso civico.
“Voglio iniziare il nostro incontro con una frase di Borsellino: “Palermo non mi piaceva, però ho deciso di amarla perché volevo cambiarla”, così don Aniello Manganiello, un prete di strada che ha vissuto in mezzo alla camorra per diversi anni, ha iniziato il suo intervento.
Bassano Romano – I docenti dell’istituto A. Meucci, Diana Ghaleb, la dirigente scolastica e don Aniello Manganiello
“Quando mi avevano detto che sarei stato a Scampia, avevo paura – ha detto il parroco -. Non volevo andarci. E invece, dopo tutti questi anni che sono lì, nei quartieri periferici e popolari di Napoli, ci tornerei. E sapete perché? Perché se sono stato mandato lì, in un oratorio della zona a prestare servizio, ci sarà stato un motivo. Un motivo più che valido. Aiutare i poveri e i giovani ragazzi come voi a non andare sulla cattiva strada, a non essere prede della camorra”.
“È vero – ha continuato il prete -, negli ultimi anni in questi quartieri, non posso negare l’assenza di criminalità organizzata, di mala vita, perché è evidente… Ma in questi luoghi c’è tanta umanità, tanta bella gente che si trova in difficoltà e nonostante tutto si impegna per il riscatto”.
“Il mio primo obiettivo appena arrivato a Scampia – ha spiegato don Aniello -, è stato quello di salvare i ragazzi dalla strada. Ho fondato una squadra di calcio. Molti di loro erano figli di camorristi, ma a me poco importava. Non chiedevo loro i documenti d’identità, ma sapevo chi erano perché conoscevo i loro genitori”.
Bassano Romano – L’incontro con don Aniello Manganiello
“Ho ricevuto minacce di morte continue dai clan – ha sottolineato Manganiello – per le mie iniziative proposte a questi ragazzi della scuola di calcio. I camorristi non li ho mai considerati lebbrosi, anzi, sono miei parrocchiani. Sono persone come tutti. Non sono dei perduti. Gli irrecuperabili non esistono. Siamo tutte persone piene di speranza, camorristi e non”.
Presenti alla conferenza sulla legalità la dirigente scolastica, Laura Pace Bonelli, i docenti del Meucci che hanno accompagnato le classi all’incontro, Diana Ghaleb, editrice della “David Ghaleb editore”, Giuliano Gentile Ramognino, comandante dei cc della stazione di Bassano Romano e Antonio Moramarco, il comandante della compagnia dei carabinieri di Ronciglione.
Bassano Romano – Il comandante Ramognino e don Aniello Manganiello
Al termine dell’incontro, è intervenuto il comandante stazione dei carabinieri di Bassano Romano, Giuliano Gentile Ramognino.
“Siamo qui per aiutarvi – ha spiegato il comandante ai ragazzi -. Non abbiate paura di noi solo perché abbiamo l’alta uniforme e siamo le pubbliche istituzioni. Noi carabinieri dobbiamo essere il vostro punto di riferimento. Vi siamo vicini e siamo qui per aiutarvi in caso di difficoltà. Abbiate il coraggio di denunciare, di raccontare fatti illegali e ingiusti. Noi vi tuteleremo. Siamo dalla vostra parte”.
“Ragazzi, fate volotariato – l’appello di don Aniello Manganiello agli studenti -. Aiutate chi di voi ha bisogno e chi si trova in difficoltà. Il bene può fare solo altro bene. Non abbiate paura di denunciare fatti ingiusti che vi trovate davanti. Non fate gli indifferenti. Una persona che ha paura, muore tutti i giorni. Studiate perché la cultura e l’istruzione sono tutto. Voi siete il nostro presente e il futuro. Ricordatevi che la disoccupazione, l’ignoranza e la povertà alimentano la camorra e oggi siamo qui per lanciare un appello contro queste criminalità organizzate”.
Federica Focaracci



