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“Manca una politica lungimirante verso miglioramenti ambientali”

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Una battuta di caccia

Una battuta di caccia

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 5 maggio, s’è riunita l’assemblea dell’Atc Vt/1 per l’approvazione del bilancio consuntivo 20/21 . Un bilancio di oltre 500mila euro, perlopiù costituito da importi versati  direttamente e/o tramite la regione dai cacciatori.

Le associazioni Federcaccia, Italcaccia, Arcicaccia, Anuu, che insieme rappresentano la maggioranza dei cacciatori contribuenti, hanno espresso un voto contrario.

Insieme hanno ritenuto infatti non congruo che la gran parte di queste risorse – di cui hanno chiesto peraltro una più puntuale rendicontazione – non siano destinate a servizi reali a favore dei cacciatori e degli agricoltori ma utilizzate, se non disperse o accantonate, per oneri gestionali.

Un bilancio che è il risultato di una gestione burocratica, di nessuna programmazione, che nulla infatti incide sulle reali problematiche dell’ambiente del territorio amministrato e di una sana gestione faunistica. 

Il territorio agrosilvopastorale  è sempre più impoverito da impianti energetici che invece di essere collocati nelle aree e sulle superfici a nessun impatto ambientale, sottraggono terreni coltivabili e compromettono equilibri ambientali e faunistici .

L’Atc è completamente indifferente a questo fenomeno che in provincia dilaga. Anche le alterazioni di equilibri e biodiversità ambientali  causate da forti cambiamenti  colturali potrebbero vedere  un protagonismo dell’Atc  nel chiedere e promuovere interventi compensativi  di miglioramento e  tutela.

Manca una politica lungimirante verso miglioramenti ambientali che possano incrementare condizioni favorevoli alle specie migratorie, cacciabili e non.

D’altra parte sono proprie le azioni positive e concrete in questo ambito quelle sempre più richieste per piani di gestione che consentano poi prelievi venatori. Un bilancio senza relazione, senza idee.

Come non c’è nessuna programmazione riguardo la gestione delle Zrc e/o degli altri istituti, che possa aumentare la capacità di ripristino delle popolazioni di fauna nobile stanziale, senza dover dipendere da immissioni ,spesso  peraltro discutibili, se non addirittura come quest’anno impedite da provvedimenti di natura sanitaria.

Solo grazie  agli abbattimenti  effettuati  dai cacciatori nell’ambito dell’esercizio venatorio, si è conseguito un contenimento della specie cinghiale.

Nonostante cio’ le problematiche della specie sono sempre più all’ordine del giorno come in evidenza su tutti i media sia per danni che per intrusioni cittadine  a cui si aggiunge l’emergenza Psa ed in un contesto in cui c’è l’urgenza e necessità di avere semine e raccolti sicuri.

Oltre alle responsabilità istituzionali – anche su questo terreno le proposte degli Atc devono diventare sempre più pervasive ed autorevoli.

Che senso ha quindi chiedere agli unici contribuenti, i cacciatori, ancora tributi per questo ente, se il risultato è sempre meno territorio, meno fauna, meno opportunità.

Abbiamo votato contro per segnalare la necessità di una svolta, perché questi enti di gestione riacquistino una funzione ed un ruolo di vera vicinanza al territorio.

In discussione infatti non c’è solo un corretto esercizio venatorio, ma il contributo vero, competente che possono dare le diverse componenti che la realtà agrosilvopastorale la vivono quotidiamente per passione o lavoro.

Non a caso anche una associazione ambientalista sullo stesso bilancio ha espresso un parere contrario. E’ necessario quindi cambiare a fondo  ed in fretta.

Associazioni provinciali 
Federcaccia
Italcaccia
Arcicaccia
Anuu

 


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