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“Mi candido perché nessuno si deve più sentire straniero in patria…”

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Viterbo – “Mi candido perché nessuno deve più temere di essere aggredito per strada solo per il colore della pelle. Perché nessuno si deve più sentire straniero in patria”. Abdelfetah Mezaache ha presentato ieri la sua candidatura nella lista “Noi insieme per Viterbo” a sostegno di Alessandra Troncarelli, in vista delle elezioni comunali del 12 giugno. E lo ha fatto direttamente nella moschea di via Garbini a Viterbo.


Viterbo - La presentazione della candidatura di Abdelfetah Mezaache

Viterbo – La presentazione della candidatura di Abdelfetah Mezaache


Davanti a lui uomini e donne di origine algerina, tunisina, senegalese e di altre nazionalità. Molti di loro, come Mezaache, vivono in città da oltre trent’anni, lavorando come braccianti, operai, operatori e mediatori sociali, badanti. Famiglie che ogni settimana si danno appuntamento in moschea per la preghiera del venerdì.


Abdelfetah Mezaache

Abdelfetah Mezaache


“Quanto accaduto in questi ultimi giorni – sottolinea Abdelfetah Mezaache -, come l’aggressione a Khadime Niang, di stampo molto probabilmente razzista, oppure le condizioni di lavoro e di vita in cui spesso sono costrette tante famiglie di lavoratori, ci dicono che è arrivato il momento di rappresentare bisogni e necessità delle comunità straniere presenti a Viterbo all’interno del consiglio comunale”.


Viterbo - La presentazione della candidatura di Abdelfetah Mezaache

Viterbo – La presentazione della candidatura di Abdelfetah Mezaache


Abdelfetah Mezaache, di origine algerina, laureatosi negli anni ’80, fa il mediatore culturale per diverse realtà organizzative. “Passo tutto il mio tempo – ha spiegato Mezaache – a presentare in questura e prefettura le istanze di uomini e donne provenienti da altri paesi e a diffondere il più possibile la cultura dei diritti. Il diritto alla salute, alla casa e al lavoro. Il diritto a lavorare in condizioni dignitose e nel rispetto della legge e della costituzione. Il diritto ad una città accogliente e rivolta a tutti e dove nessuno sia escluso oppure si senta rifiutare una casa in affitto perché proviene da un altro continente”.

“Molti cosiddetti stranieri – ha concluso infine Abdelfetah Mezaache – vivono a Viterbo da tantissimi anni. Lavorano in campagna o sui cantieri, producendo ricchezza per la città e il territorio. Garantendo, con il proprio lavoro, prodotti e servizi per tutti. Soprattutto durante la difficile e drammatica fase del lockdown dovuto alla pandemia. Molti hanno famiglia e figli che vanno a scuola. Eppure talvolta devono subire discriminazioni o vivere ai margini della città. In quartieri dove la domenica non passa nemmeno l’autobus e in case che cadono a pezzi o dove non c’è nemmeno il riscaldamento. Problemi che vanno portati all’interno del consiglio comunale da chi li vive direttamente. Per questo mi candido. Perché nessuno si senta più straniero in patria”.

Daniele Camilli


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