Viterbo – “Nella Tuscia si rischia il blocco dei cantieri edili”. A lanciare l’allarme è Francesco Palese, riconfermato, l’altro giorno alla guida della FenealUil di Viterbo e Rieti durante il 18° congresso dell’organizzazione svoltosi all’Hotel Salus di Viterbo.
“In un periodo di grande espansione del mercato delle costruzioni – ha spiegato Palese durante il congresso – dovuta all’apertura di tantissimi cantieri legati ai bonus edilizi e alla ripresa del settore, l’impatto dei costi energetici sta avendo effetti devastanti. Dalla fine del 2020, quasi tutti i materiali hanno fatto registrare aumenti di prezzo, ma il balzo dei costi delle ultime settimane, anche per effetto della guerra tra Ucraina e Russia, mette fortemente a rischio i cantieri italiani”.
Viterbo – Il congresso della FenealUil
Un rischio che pare si corra soprattutto nella Tuscia. “La provincia di Viterbo – ha sottolineato infatti Palese – è tra le prime province in Italia dove si sono avviate e messe in opera più attività con il 110%”.
Assieme a Palese, al congresso del sindacato degli edili c’erano anche il segretario nazionale della FeneralUil Francesco Sannino, il segretario generale della FenealUil del Lazio Giovanni Calcagno, il segretario generale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti, Alberto Paolucci segretario generale della Uil di Rieti, Alessandra Troncarelli, assessora alle politiche sociali della regione Lazio e candidata sindaca alle elezioni di Viterbo, e il consigliere regionale Enrico Panunzi.
Viterbo – Cantiere edile
“Da un lato – ha commentato Francesco Palese – la fiammata inflattiva legata ad un eccesso di domanda si va sommando ad un rincaro senza precedenti dei costi delle materie prime e dell’energia, producendo fenomeni anche di speculazione evidente tra gli addetti ai lavori. Dall’altri, aver assegnato con ritardo opere a prezzi spesso oggetto di scriteriati ribassi sta portando decine di interventi, sia di manutenzione che di nuove costruzioni, all’insostenibilità economica. Risultato: si stanno già fermando alcuni importanti cantieri, dalle manutenzioni straordinarie autostradali alla ricostruzione del centro Italia, e rischia di perdere migliaia di posti di lavoro, in un settore strategico per il paese, come quello delle costruzioni”.
Francesco Palese
Secondo i dati della Cassa edile riportati dal segretario generale della FenealUil Viterbo-Rieti, da 2112 lavoratori attivi del 2018 nella Tuscia, si è passati a 2728 alla fine del 2021. Le aziende attive nel 2018 erano 623, nel 2021 sono 682. Le ore lavorate nel 2018 erano 1.970.000, nel 2021 sono state 2.530.000. Il monte salari nel 2018 era di 20.715.000 euro. Nel 2021 è stato di 26.813.000.
“A questo punto – ha spiegato Palese – o si interviene urgentemente sugli adeguamenti degli importi precedentemente definiti nei bandi e, al contempo, si fissano dei prezzi calmierati sulle principali materie prime e prodotti dell’edilizia, oppure tra poco assisteremo al blocco generalizzato dei cantieri, tanto delle opere private che, soprattutto, delle opere pubbliche”.
Viterbo – Il congresso della FenealUil
Infine, tra le priorità del sindacato, la sicurezza sul lavoro. “Per noi la sicurezza sul lavoro passa per la legalità e la regolarità contributiva delle imprese – ha concluso Francesco Palese – che deve essere certificata per cantiere e per congruità, ma, soprattutto, riteniamo che devono essere concordati i termini applicativi del contratto di cantiere, che sarà utile per sancire l’unicità del contratto edile per tutte le lavorazioni che si fanno su un cantiere”.
Daniele Camilli



