La suprema corte di cassazione
Nepi – (sil.co.) – Maxi sequestro di oltre 170 chili di droga nelle campagne di Nepi, confermato il carcere per lo straniero trentenne di origini magrebine arrestato lo scorso 21 dicembre dai carabinieri del Norm della compagnia di Civita Castellana e della stazione di Monterosi per detenzione ai fini di spaccio in concorso con un pregiudicato italiano settantenne.
Ingentissima la quantità di droga, che sarebbe stata destinata ai festeggiamenti di Capodanno, sequestrata nel corso del blitz dei militari, pari a 148 chili di hashish, 4,5 chili cocaina e 14 chili di marijuana oltre a delle armi. Un quantitativo tale che, se immesso sul mercato clandestino, avrebbe potuto fruttare più di un milione di euro.
La quarta sezione penale della cassazione presieduta dal giudice Donatella Ferranti, lo scorso 12 aprile, ha bocciato il ricorso della difesa del trentenne contro l’ordinanza con cui, il 4 gennaio, il tribunale del riesame aveva giudicato inammissibile il ricorso contro la misura di custodia cautelare in carcere disposta dal gip del tribunale di Viterbo.
Carabinieri – Maxi sequestro di droga a Nepi
“Un ‘panetto’ per pagare l’affitto”
Il trentenne è stato arrestato in flagranza insieme al pregiudicato settantenne, originario della provincia di Teramo, dopo essere stato trovato in una pertinenza della casa di quest’ultimo all’interno della quale era custodito un ingente quantitativo di hashish, e dopo che nella sua auto era stato trovato altro panetto della medesima sostanza.
Lo straniero, in sede di interrogatorio, aveva riferito di essersi recato dall’italiano in quanto costui avrebbe dovuto presentargli una persona presso la quale voleva affittare un alloggio, e aveva spiegato che il panetto di hashish trovato nella sua auto era desinato a tale persona, quale corrispettivo dell’affitto.
Giubbini militari e uno scanner anti comunicazioni radio
Lo stupefacente era stipato in un magazzino con un ingresso indipendente, dove è stato anche rinvenuto equipaggiamento simile a quello in uso alle forze dell’ordine, ma anche un apparato (tipo scanner) in grado di intercettare e disturbare le comunicazioni radio. Gli operanti, insospettiti dall’insolita disponibilità dell’equipaggiamento in questione, hanno indirizzato le proprie ricerche verso una eventuale disponibilità di armi, di solito utilizzate in abbinamento ai giubbini per commettere rapine.
I militari hanno quindi passato al setaccio l’intero immobile, il terreno circostante e le pertinenze, rinvenendo quindi nel sottotetto di un capanno adiacente all’abitazione una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e diverse cartucce. Inoltre, nella camera da letto dell’anziano, è stato trovato un fucile artigianale perfettamente efficiente, non denunciato e completo di munizionamento.
Centrale di smistamento per pusher di Capodanno
Il blitz è scattato a seguito di ripetuti e mirati servizi di appostamento che hanno permesso di individuare il casolare come un probabile centro di approvvigionamento per gli spacciatori della provincia. L’ingente carico, secondo l’accusa, era con ogni probabilità il principale canale di rifornimento della droga da spacciare nella parte meridionale della Tuscia, verosimilmente in grande quantità in previsione dei festeggiamenti di fine anno, lungo gli assi viari della Cassia e della Flaminia.
“Con i piedi affossati nell’hashish… “
Per quanto riguarda la posizione del trentenne, il tribunale della libertà ha ritenuto la gravità del quadro indiziario, muovendo dal riepilogo delle risultanze delle indagini. Quest’ultimo, in particolare, viene descritto nel verbale di arresto “con i piedi affossati tra un cospicuo quantitativo di sostanza stupefacente del tipo hashish” e davanti a sé una valigia aperta contenente numerosi panetti della medesima sostanza.
Il “marchio” del cappello con visiera
Nella vettura in uso al trentenne, parcheggiata sul terreno adiacente all’abitazione, all’interno del vano portabagagli, è stato sequestrato un panetto di hashish del peso di 100 grammi, la cui confezione, riportante l’immagine di un cappello con visiera, era identica a quella di alcuni panetti trovati nella casupola.
“Attiva compartecipazione alla detenzione”
La cassazione, giudicando inammissibile il ricorso, sottolinea nelle motivazioni come il motivo sia “manifestamente infondato”. “Il tribunale – si legge – ha ritenuto che nel caso di specie la condotta fosse di attiva compartecipazione alla detenzione della sostanza stupefacente, valorizzando a tal fine la sua presenza nei pressi della valigia aperta contenente vari panetti di hashish in bella vista e la detenzione, all’interno della sua autovettura, di un panetto appartenente alla medesima partita”.
– Coca, hashish e marijuana per Capodanno: sequestrati 170 chili di droga
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

