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Omicidio Barchi, okay alla perizia psichiatrica su Azzurra Cerretani

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Viterbo – (sil.co) – Omicidio del Suffragio, ci sarà una perizia psichiatrica super partes per stabilire se Azzurra Cerretani è sana di mente.

E’ stata accolta ieri la richiesta del difensore Fausto Barili di rito abbreviato condizionato per la 28enne accusata di omicidio in concorso quattro anni dopo il delitto.

Il perito sarà nominato il prossimo 17 giugno. Per sapere le conclusioni bisognerà aspettare dopo l’estate.


Azzurra Cerretani e la vittima Daniele Barchi

Azzurra Cerretani e la vittima Daniele Barchi


Ricorre intanto fra pochi giorni il quarto anniversario della morte di Daniele Barchi. Ieri c’erano anche il papà Giuseppe di 85 anni e la mamma Maria ieri in tribunale quando il giudice ha accolto la richiesta della difesa.

Sono i genitori di Daniele Barchi,  il 42enne originario di Gaeta massacrato di botte che è stato trovato cadavere dalla polizia nel suo monolocale al pianoterra di via Fontanella del Suffragio la sera del 22 maggio 2018 dove fino a pochi giorni prima avrebbe ospitato la coppia che lo avrebbe ucciso.

Per la sua morte è stato condannato a 15 anni in via definitiva  Stefano Pavani, il 34enne seminfermo di mente di Corchiano che – secondo la famiglia di Barchi che si è battuta per la riapertura del caso tramite il difensore di parte civile Pasqualino Magliuzzi del foro di Latina – avrebbe ucciso loro figlio in concorso con Azzurra Cerretani, la 28enne viterbese all’epoca sua fidanzata, per la quale è stato chiesto il processo solo pochi mesi fa, a quasi quattro anni dal delitto.

Ieri il giudice Giacomo Autizi ha accolto la richiesta di rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica super partes sulla donna avanzata dal difensore Fausto Barili. L’udienza è stata quindi rinviata al 17 giugno per la nomina del professionista cui saranno posti i quesiti.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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