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Omicidio di Norveo Fedeli, il 24enne americano ricorre in cassazione

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Viterbo – (sil.co.) – In cassazione il 4 luglio l’omicidio di Norveo Fedeli.

A distanza di tre anni dal delitto, la difesa ricorre alla suprema corte che tra due mesi sarà chiamata a dire forse l’ultima parola sulla vicenda su ricorso della difesa di Michael Aaron Pang, assistito dagli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi. I magistrati di piazza Cavour potrebbero infatti anche annullare la sentenza di secondo grado e rinviare le parti per un nuovo esame davanti al giudice d’appello.

Pang è il grafico 24enne americano d’origine sudcoreana reo confesso dell’uccisione del commerciante viterbese 74enne avvenuta nel suo negozio in via San Luca all’ora di pranzo del 3 maggio 2019, mentre i bambini uscivano dalla vicina scuola elementare.

All’epoca era in Italia da pochi mesi e viveva nel bed and breakfast di Capodimonte gestito da una donna d’origine tedesca, la dama bionda, di venti anni più grande e madre di una bambina, conosciuta su Facebook, di cui si era invaghito.


Omicidio in via San Luca -Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

Omicidio in via San Luca – Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli


Dall’ergastolo chiesto dall’accusa a 25 anni e mezzo

Lo scorso 16 settembre la corte d’appello di Roma ha confermato la condanna a 25 anni e mezzo di carcere inflitta in primo grado all’omicida di Norveo Fedeli il 14 novembre 2020 dalla corte d’assise del tribunale di Viterbo. Il pubblico ministero Eliana Dolce aveva chiesto l’ergastolo. Alla vedova e agli altri quattro familiari della vittima, figli e nipoti, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Fausto Barili, sono stati riconosciuti mezzo milione di euro di provvisionali. 


Rifiutato in appello sconto di pena di 4 anni

Pang la scorsa estate ha rifiutato di concordare una riduzione della pena di quattro anni in appello, dai 25 anni e mezzo di carcere inflitti in primo grado ai 21 anni e mezzo di reclusione che avrebbe potuto “patteggiare” in appello. “Vi era stato il consenso da parte della procura generale a un concordato a 21 anni e 6 mesi. Rimaneva l’impianto accusatorio, quindi sia la rapina che l’omicidio, ma con una attenuazione della pena. Pang però ha rifiutato l’accordo, perché lui non voleva uno sconto di pena, voleva che venisse riconosciuto quello che aveva detto, convinto della assoluta verità della sua versione della dinamica dell’accaduto”. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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