Jens Stoltenberg
New York – “Putin voleva porre un ultimatum alla Nato, ora l’alleanza è ancora più vicina ai suoi confini”.
Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.
“Quando il presidente russo Vladimir Putin ha presentato alla Nato un ultimatum in cui chiedeva un trattato giuridicamente vincolante per riscrivere l’architettura della sicurezza in Europa e di porre fine all’allargamento della Nato, voleva meno Nato ai suoi confini – ha detto Stoltenberg -. Ha scatenato una guerra: ora ottiene più Nato ai suoi confini e più Paesi membri dell’Alleanza. La decisione di Finlandia e Svezia di chiedere l’adesione alla Nato è storica: dimostra che la sicurezza europea non sarà dettata dalla violenza e dall’intimidazione”.
“Putin ha fatto un grosso errore strategico. Perché uno dei suoi obiettivi dichiarati era di prendere Kiev, decapitare il governo e controllare il paese – ha aggiunto -. L’offensiva nel Donbass si sta sviluppando lentamente non sto predicendo il risultato della guerra, questo non può farlo nessuno, ma è chiaro che la Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi. Doveva essere un’operazione militare breve, è una guerra lunga e costosa per la Russia. La Nato non sarà parte della guerra”.
“Le relazioni con regimi autoritari possono creare vulnerabilità – ha concluso Stoltenberg -. Si tratta della Russia, ma anche della Cina. Un altro regime autoritario che non condivide in nostri valori e che mina l’ordine internazionale basato sulle regole. Il commercio internazionale ha senza dubbio portato grande prosperità, ma dobbiamo riconoscere che le nostre scelte economiche hanno avuto conseguenze per la nostra sicurezza. La libertà è più importante del libero commercio. La protezione dei nostri valori è più importante del profitto”.
