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Rapina poste Canino, depositata superperizia sul palo della banda

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Viterbo – (sil.co.) – Rapina alle poste di Canino, depositata la super perizia sul palo della banda, Bruno Laezza, l’unico dei sette arrestati per il colpo del 28 novembre 2020 ad avere scelto il rito ordinario.

Sarà illustrata in aula dal dottor Daniele Piergiovanni il prossimo 18 maggio, in seguito al rinvio dell’udienza di ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini. In quella data saranno citati anche i primi quattro testimoni dell’accusa, mentre l’altro perito, se necessario, sarà ascoltato più avanti.

Tre i medici che hanno visitato Bruno Laezza – due per il collegio e uno per la difesa – per stabilire se il deficit cognitivo di cui soffrirebbe il 38enne viterbese in seguito a un incidente stradale possa avere influito sulla sua capacità di intendere e di volere quando ha accettato di fare da palo, alla vigilia del colpo messo a segno il 28 novembre 2020 presso l’ufficio di via Garibaldi con la complicità del direttore. 

Quest’ultimo, Massimiliano Ciocia, considerato la mente della banda, è stato condannato lo scorso novembre a 4 anni e 8 mesi di reclusione in primo grado con lo sconto di un terzo della pena. 


Canino - L'ufficio postale di viale Giuseppe Garibaldi - Nel riquadro il direttore Massimiliano Ciocia

Canino – L’ufficio postale di viale Giuseppe Garibaldi – Nel riquadro il direttore Massimiliano Ciocia


Il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini ha affiancato al medico legale falisco Daniele Piergiovanni il neuropsichiatra viterbese Gianfranco Perugi, che si sono presi 45 giorni di tempo per le conclusioni, mentre l’avvocato Enrico Zibellini, che aveva per l’appunto chiesto al tribunale di disporre una perizia super partes, ha nominato per la difesa il noto neurologo Antonio Maria Lanzetti.

Le conclusioni il 18 maggio, giorno in cui si saprà se Laezza è in grado di stare in giudizio o meno. 

Contro Laezza, l’unico dei sette imputati che abbia scelto il rito ordinario e non l’abbreviato, si sono costituite parte civile poste italiane con l’avvocato Domenico Procopio. Il 38enne è ai domiciliari dal 25 gennaio 2021, quando sono stati arrestati i tre autori materiali della rapina, mentre i quattro “pianificatori” erano stati già arrestati l’8 dicembre 2020, pochi giorni dopo il colpo.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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