Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quella di Silvano Olmi stamane, Pollicino come lo chiamavi, era la telefonata che mai avrei voluto ricevere.
Ferdinando Signorelli
La notizia mi ha fatto ripercorrere, in un baleno, mentre lui mi diceva, tutta la mia vita politica con te.
La mia prima volta al tuo fianco al senato della Repubblica, quando subentrasti a Pino Romualdi, eletto al parlamento Europeo; le serate in giro per la provincia quando tu eri candidato nei vari comuni in cui hai poi fatto il consigliere; la candidatura alle elezioni europee del 1989, una battaglia culminata con quasi 20mila preferenze raccolte in giro per la circoscrizione Italia centrale; i comizi nei comuni della provincia, i saluti dal palco, in ogni comune, chiamando per nome tutti i cittadini elettori, fin’anco le famose “pecore di Antonio”.
La stima e l’affetto dei tuoi tanti estimatori sia come medico che come politico; i tuoi interventi in consiglio comunale; le elezioni provinciali del 1997 quando, candidato non eletto alla presidenza, ti dimettesti per permettere il mio subentro, quale primo dei non eletti, in consiglio.
La tua coerenza, sempre, fino a quando, conscio di scelte difficili, hai optato per rimanere legato ai tuoi ideali.
Incomprensioni ne abbiamo avute; come dimenticare quando, nel 1996, dovetti comunicarti la decisione del vertice del partito di candidarti alla camera anziché al senato e la tua comprensibile rabbia dopo una sconfitta maturata per soli 53 voti.
Questo e tanto altro mi è passato per la mente nel breve volgere della telefonata di Pollicino.
So comunque per certo che stasera prima di addormentarmi nel silenzio, rivivrò tutti i ricordi che mi hai lasciato, gli insegnamenti, i momenti belli vissuti quando la politica era condivisione della vita.
Ciao Nando, grazie per quello che ci hai insegnato e per l’eredità che ci lasci!
Mario Lega
