Viterbo – “E’ in condizioni vergognose, ma è dal centro storico parte tutto”. Punta sugli astensionisti e sulle persone “che vogliono ricostruire Viterbo” e confessa che gli altri partiti “sono venuti a cercarmi tutti”. Lui il nome ce l’ha già inserito in quello della lista: Giovanni Scuderi per Viterbo. L’imprenditore si è presentato per primo come candidato e adesso è circondato da una schiera di pretendenti che puntano alla fascia tricolore. E potrebbero essere così tanti, sostiene, “forse perché sono sceso in campo io”.

Giovanni Scuderi
Lei è stato il primo candidato sindaco a presentarsi alla città, si aspettava che ce ne sarebbero stati così tanti altri dopo?
“Assolutamente no. Forse ci sono perché sono sceso in campo io?”.
E dall’inizio in solitaria all’affollamento attuale, come è cambiata la sua percezione di questa esperienza?
“Sono quattro mesi che sto a scuola di politica, per diverse ore al giorno, imparando a muovermi in questo tipo di agone”.
Quali saranno le sue principali linee di azione, se dovesse diventare sindaco?
“Il nostro programma è molto semplice: centro storico, sicurezza, lavori pubblici, cultura, scuola e università, turismo e termalismo”.
Come pensa di migliorare la resa di queste macroaree?
“Il centro storico è devastato, dire che è vergognoso è poco, c’è un degrado in tutto e per tutto. L’unico modo per risollevarlo, insieme a tutto l’apparato viterbese, è puntare sul turismo. Abbiamo la città con il centro storico più bello d’Italia e non viene sfruttato, se non ogni cinque anni per fare campagna elettorale. E’ la prima priorità, quello è il cuore da cui parte qualsiasi altra cosa. Ci rendiamo conto di quanti negozi sono chiusi? Quante serrande sono abbassate? Qui ci fanno chiudere tutti, ma i turisti mica vanno a visitare il Globo. Dal centro riempiono alberghi e ristoranti. Copiamo Orvieto o Civita di Bagnoregio”.
Un atto pratico per raggiungere lo scopo?
“Abbiamo avuto assessorati come quello all’aeroporto, ma non è volata neanche una mosca. Ne farò uno specifico, esclusivamente sul centro storico e santa Rosa, compreso il monastero: possediamo qualcosa di unico, che non esiste in tutto il mondo”.
Considerata l’abbondanza di forze in campo, in quale bacino elettorale pensa di andare a pescare?
“In quello delle persone che vogliono ricostruire Viterbo e di quelle che non sono andate a votare, che sono circa il 40 per cento. Sono deluse dalla politica. Non andando a votare però non si cambia niente e poi i nostri avi per il diritto al voto sono morti. Andare quindi è un dovere, magari votando noi per avere un cambiamento”.
E’ fiducioso di ottenere un buon risultato?
“Per il riscontro che stiamo ottenendo in questi giorni dovrebbe essere molto alto. E il consenso sta crescendo continuamente tra le persone insoddisfatte del teatrino della politica. Noi siamo apartitici: nella lista non c’è un politico, ma gente che sa lavorare”.
Qualche partito l’ha già contattata per un eventuale appoggio al secondo turno?
“Scriva tutti e basta”.
Benissimo, procedo.
“Ci hanno cercato tutti, per l’apparentamento aspettano il 12 giugno”.
In caso, ha già le idee chiare su chi potrebbe appoggiare?
“Se ci sono le condizioni che ci consentiranno di fare qualcosa di diverso per Viterbo, da subito, perché no? Si può fare, anche perché se non governi non puoi realizzare nulla. Noi siamo le persone del fare”.
Massimo Chiaravalli
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