|
|
Rimini – (s. c.) – Oltre 300 dirigenti sindacali della Fabi – Federazione autonoma bancari italiani, provenienti da tutta Italia, si sono riuniti ieri al Centro Congressi Sgr di Rimini per il coordinamento Intesa Sanpaolo presieduto dal segretario generale Lando Maria Sileoni.
Due giorni di lavori intensi, con numerosi interventi, per fare il punto della situazione in vista delle trattative per la gestione del nuovo piano industriale.
Obiettivo del leader Fabi quello di creare “un gruppo forte, coeso, rinnovato, che ha ben presente che il cambiamento in atto non può essere fermato, ma deve essere gestito, con intelligenza e lungimiranza”.
Sileoni, inoltre, nel suo applauditissimo intervento, ha insistito sulla necessità di avere una visione politica d’insieme, per evitare errori che possano creare pericolosi precedenti nella storia delle relazioni sindacali del settore.
“Bisogna avere autorevolezza – ha detto tra l’altro il leader della Fabi ai delegati presenti – portare i risultati, avere una vocazione verso il sociale, essere mentalmente indipendenti, avere una visione politica d’insieme, essere tecnicamente preparati”.
Nella relazione introduttiva della coordinatrice Fabi, Helga Boscato, particolare rilievo è stato dato alla situazione del settore nel contesto geo economico politico che si è delineato, con la pandemia prima, con la guerra in Ucraina poi. Quindi la situazione in Intesa Sanpaolo, il clima aziendale, le pressioni commerciali, il nuovo modello di business.
Nel suo intervento Paolo Citterio, coordinatore Fabi Intesa Sanpaolo, ha sottolineato come sia necessario intervenire sul clima aziendale e sulle politiche commerciali.
“Sul clima aziendale – ha detto Citterio – è stata la stessa Indagine di Clima, attivata dallo stesso Ceo Messina a cui hanno risposto 46.000 colleghi, che ha evidenziato come “un collega su due in ISP soffre andando al lavoro”.
In azienda c’è bisogno di una organizzazione più semplice, con meno burocrazia. Tanti processi interni sono caratterizzati dall’essere troppo farraginosi con riflessi sullo stress e sul benessere psicofisico. Sulle Politiche Commerciali servirà un nuovo accordo che possa cambiare la realtà quotidiana dei colleghi. La vera sfida è coniugare la necessità di fare utili aziendali con la salvaguardia della dignità dei dipendenti. La cosa è possibile. Serve un accordo, come prima in Ubi e nelle settimane scorse in Bper, con questi contenuti: segnalazioni anonime; chiarire i comportamenti vietati, i previsionali di vendita, le classifiche comparative tra colleghi e fra filiali, le troppe riunioni fatte anche fuori orario; una Commissione che analizza le segnalazioni pervenute e che interviene realmente a risolvere e rimuovere i comportamenti scorretti”.
Da Viterbo, tra gli altri, è intervenuto Ferrazzano Ferrazzani “sull’aberrante anomalia dei contratti misti e la necessità di rivedere il meccanismo dei percorsi di carriera” farraginoso e senza certezze.



