Orte – (sil.co.) – Sul bus senza biglietto, una coppia di passeggeri di colore aggredisce due controllori e l’autista, costretti a chiedere soccorso ai carabinieri che raggiungono il pullman alla prima fermata utile scoprendo che i due non hanno nemmeno i documenti.
Carabinieri – foto di repertorio
E’ successo attorno alle ore 17,50 del 10 ottobre 2018 in via del Rifugio a Orte dove i militari della locale stazione, saliti a bordo dell’autobus proveniente da Viterbo che aveva lanciato l’allarme, hanno fermato i due passeggeri che avevano dato in escandescenze, entrambi privi di documenti, uno dei quali, difeso dall’avvocato Simone Bernini, è finito a processo davanti al giudice Roberto Cappelli. Parte offesa una delle vittime, un dipendente Cotral assistito dall’avvocato Massimiliano Fava.
“Uno dei due passeggeri era sedicente, nel senso che ci ha fornito le sue generalità solo a voce, mentre l’altro ha esibito la fotocopia di una richiesta di permesso di soggiorno”, ha spiegato uno dei carabinieri intervenuti a bordo del bus, spiegando che il secondo, l’attuale imputato, è stato successivamente identificato tramite fotosegnalamento.
L’accusa ha chiesto una condanna a quattro mesi per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Per la difesa, che ne ha sottolineato l’incensuratezza, l’imputato è da assolvere per difetto di identificazione. Lo straniero, nel frattempo, si è reso irreperibile. A dirlo in aula è stato lo stesso legale, spiegando perché, non avendo la procura, non sia ricorso a un rito alternativo, come il patteggiamento o l’abbreviato.
Il, giudice ha rinviato la sentenza al 18 maggio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
