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Sul camion anche due preziosi dipinti poi vincolati, parla il restauratore

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Aldo Serafinelli

Il restauratore Aldo Serafinelli che ha testimoniato – Foto del profilo Facebook


Faleria – Sospetto traffico internazionale di opere d’arte, al processo testimonia il restauratore Aldo Serafinelli, nato 77 anni fa a Manciano e con “bottega” a Roma, venuto anche in tribunale indossando il cappello panama di colore bianco che rende inconfondibile il suo profilo.

Nell’ottobre del 2018, Serafinelli è stato incaricato dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di datare e stimare due preziosi dipinti, del valore presunto all’epoca di 70mila euro, ancora sotto sequestro e vincolati dalla Soprintendenza, sequestrati il 17 settembre 2017 assieme ad altre opere a bordo di un camion bloccato a Faleria mentre era diretto in Francia.

Il carico – per un valore complessivo superiore al mezzo milione di euro – non sarebbe stato di provenienza furtiva, tanto che tutte le opere sono state tutte restituite agli imputati, tranne i due dipinti al centro dell’udienza di ieri del processo, per le quali ci sono sospetti sulla legittimità dell’esportazione.

La destinazione era una galleria d’arte di Parigi. Sul mezzo una coppia di abruzzesi, di 75 e 82 anni, che sulle prime avrebbero detto di essere diretti a una galleria di Milano. 


Carabinieri Tutela patrimonio culturale

Carabinieri Tutela patrimonio culturale


Smentiti dai documenti di viaggio, e non sapendo spiegare il perché del passaggio da Faleria, avrebbero detto di venire da Roma e di essere stati incaricati di portare la merce in Francia da un mercante d’arte della capitale. Sono imputati davanti al giudice Francesco Rigato del tribunale di Viterbo un noto antiquario di Pescara e il presunto complice, entrambi difesi dall’avvocato abruzzese Giuseppe Pantaleone.

Tuttora sotto sequestro due dipinti di Boselli e Sassoferrato. Si tratta di due dipinti olio su tela, autentici, del Seicento e del Settecento. Uno è un ovale raffigurante una Madonna con bambino, della scuola del Sassoferrato, stimato nel 2018 da Serafinelli attorno ai 50mila euro. L’altro, che raffigura l’interno di una macelleria, è attribuito al pittore tardo barocco piacentino Felice Boselli ed è stato stimato da Serafinelli attorno ai 20mila euro.  

Il valore di quest’ultima opera nel frattempo si sarebbe dimezzato.”Direi che oggi l’interni du macelleria non supera i diecimila euro, il mercato è cambiato, non vanno più i quadri, quel genere all’estero poi non va proprio. Diversamente l’ovale con la Madonna ha mercato sia in Italia che all’estero e ancora oggi vale  50-60mila euro”, ha spiegato Serafinelli, sottolineando di restaurare quadri da oltre mezzo secolo.

I due dipinti, all’inizio del 2015, sarebbero stati affidati in custodia a una società di servizi integrati per la conservazione, gestione e valorizzazione di opere e collezioni d’arte di Milano. Davanti al giudice Rigato, sempre ieri, è stato sentito il responsabile operativo, Alessandro Borsani, cui è stato chiesto di due contratti di deposito presso le celle blindate dell’azienda. 

“Uno è relativo a una cassa 39×77 centimetri e profonda 104, del peso di circa 52 chili, in deposito dal 28 gennaio al 2 marzo 2015. L’altro manca di una pagina, per cui non so dire se sia relativo a una cassetta di sicurezza, armadio o cella”, ha spiegato, non sapendo dire quale fosse l’opera del primo caso e nemmeno le misure nel secondo caso.

Tutte le opere d’arte oggetto del maxisequestro, nel frattempo, sono state sequestrate e dissequestrate due volte e infine restituite agli imputati. Tutte tranne i due dipinti due dipinti, vincolati dalla soprintendenza in seguito all’operazione. 

Il processo è stato rinviato al prossimo 3 novembre per la sentenza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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