Viterbo – Teste mozzate in chat, richieste di soldi e minacce. Occhio alla truffa su Whatsapp firmata Totò (Salvatore) Riina.
Teste mozzate in chat, richieste di soldi e minacce firmate Salvatore Riina
Un vero e proprio sistema studiato a tavolino per adescare gli ignari frequentatori di un sito di incontri a sfondo sessuale, finalizzato ad estorcere denaro.
Il metodo è lineare: l’utente entra sul sito in questione per chattare o per parlare al telefono con una delle ragazze disponibili sugli annunci, e il sistema si appropria del suo contatto.
Dopo qualche interazione l’ignaro cliente viene contattato su whatsapp da un numero – a volte italiano, a volte spagnolo – da cui riceve minacce e richieste di denaro.
Chi scrive dice di avere contatti con la mafia e spiega che qualcosa è andato storto con una delle ragazze.
Per questo viene richiesto all’utente di pagare una cifra, una sorta di multa, che va dagli 800 ai 3mila euro.
I messaggi sono scritti in un italiano discutibile e, a volte, poco comprensibile. La firma posticcia è Salvatore Riina, il capo della Mafia morto nel 2017.
“E’ l’ultima possibilità che ti do, paghi oggi. O mandalo a uccidere. Dì alla persona che ti sta consigliando come gli avevi detto che è registrat e che assume le conseguenze di ciò che accade a lui a te e suoi parenti. Non siamo bambini”. Questo il tenore dei messaggi, alcuni dei quali accompagnati da foto con teste e gambe mozzate.
Chi manda i messaggi si descrive come “il capo della casa di scorta e il capo dei sicari” e “tu sai come funziona la mafia, se non vuoi che questo diventi un problema personale con te e la tua famiglia sarebbe bene che raggiungiamo un accordo sereno”.
E ancora: “Il mio assassino ha confermato che dovrebbero andare a casa sua, signore, e procedere con lei se non viene trovato, che procedono con un membro della sua famiglia”.
Nei messaggi su whatsapp vengono anche inviate foto di finti bonifici per mostrare allo sfortunato fruitore del sito, che la stessa cosa è già successa ad altri, con la speranza di indurre al pagamento della cifra richiesta.
“Ricordati che hai una famiglia – si legge su un altro dei messaggi – e puoi coinvolgerli in questo se non risolvi”.
Le forze dell’ordine raccomandano di bloccare il numero e di segnalare la cosa qualora si dovessero ricevere messaggi simili.
Elisa Cappelli
Fotocronaca: Richieste di soldi e minacce in chat
