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“Un gemellaggio Viterbo-Bucha, in nome di tutti quei civili ucraini uccisi barbaramente…”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore, caro Carlo,

tra 45 giorni si voterà per l’elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale di Viterbo. Ma la vita di ognuno di noi, anche nella nostra città, è stata sconvolta da eventi tragici che credevamo sepolti nelle pagine più buie della storia. Da oltre due mesi, l’Europa e il mondo sono stati avvolti da un grigio manto di paura e preoccupazione per la guerra che la Federazione Russa ha scatenato contro l’Ucraina, con episodi di una barbarie senza precedenti, come ad esempio il massacro di Bucha, le cui immagini sono e resteranno nella memoria di tutti.


Guerra in Ucraina - Rimozione degli ordigni esplosivi nei distretti di Bucha

Guerra in Ucraina – Rimozione degli ordigni esplosivi nei distretti di Bucha


Legittimo chiedersi quale sia il legame fra le due cose. Secondo il nostro punto di vista, ce ne sono tre.

Bucha ci ricorda che, da italiani e occidentali, godiamo da 70 anni di pace, benessere, libertà e sicurezza, garantiti dalla nostra democrazia, dall’Unione europea, dalla Nato. Bucha ci ricorda che pace, benessere, libertà e sicurezza non sono belle parole, ma valori e conquiste che vanno difese ogni giorno. Bucha è una pagina buia e triste della storia, come lo sono stati Auschwitz e Hiroshima durante la seconda guerra mondiale, come Budapest, Praga e Danzica nella seconda metà del secolo scorso: i carri armati russi come nel ‘56 e nel ’68 sono tornati a macchiare di sangue il territorio europeo, invadendo un Paese libero, indipendente, in spregio al diritto internazionale, al principio di autodeterminazione dei popoli, ma soprattutto, sfregiando il principio basilare di pacifica convivenza fra le nazioni. Autarchia contro democrazia.

Bucha è il simbolo di milioni di donne, nonne, madri, figlie, bambine che stanno vivendo un incubo inenarrabile dal 24 febbraio scorso. Donne che hanno i propri figli al fronte o che sono state costrette ad abbandonare tutto quello che avevano, prendere una valigia e lasciare il paese in cui sono nate e cresciute, in cui amavano e lavoravano liberamente fino a qualche settimana fa. Donne e bambine che sono state stuprate da branchi di soldati/belve, o che hanno visto il proprio marito morire sotto i colpi di criminali mentre stava tornando a casa dopo aver comprato il pane.


Zelensky in visita a Bucha

Zelensky in visita a Bucha


Non solo. Bucha è anche – solo in Italia, purtroppo – esempio di disinformazione, teorie complottiste campate per aria, malafede, voglia di buttarla in “caciara”. Se alcuni tuoi colleghi giornalisti (per non parlare di rappresentanti di associazioni, istituzioni e partiti politici) arrivano a chiedere le immagini dei satelliti per essere sicuri di quello che è successo a Bucha, significa che il nostro paese è sprofondato in un abisso culturale senza fondo. E stupisce in negativo che la narrativa dei pacifisti durante la guerra del Vietnam fosse riassunta nello slogan “Yankees go home” e nessun anima candida pacifista dica oggi a Vladimir Putin, autarca invasore, di andare a casa per fare cessare questa guerra che ha scatenato per la sua brama di potere e per il terrore che gli incute l’esercizio della democrazia. E della libertà: di pensiero, di azione, di autodeterminazione.

Per queste ragioni proponiamo che tutti i candidati sindaco di Viterbo prendano un impegno concreto: come primo atto da compiere una volta eletti, dare vita un gemellaggio tra Viterbo e Bucha. In nome di quei civili uccisi barbaramente, in nome dei bambini che dovranno crescere senza genitori. In nome di quell’anziana il cui nipote è stato ucciso in guerra, in nome di quella giovane donna rimasta vedova e che ha lasciato l’Ucraina per trovare rifugio in Europa, nella tanto vituperata Europa che accoglie tutti e per tutti rappresenta un punto di riferimento democratico, in nome di quei valori che sono nel cuore della nostra civiltà e della nostra storia. Un impegno non soltanto simbolico, ma un primo passo che porti la nostra città e tutti i viterbesi dalla parte della giustizia, della libertà e della solidarietà. Che porti la nostra città e i suoi cittadini dalla parte giusta della storia.

La nostra città, culturalmente impoverita, va ricostruita, per fortuna per noi in modo molto diverso da come vanno ricostruite Bucha e tutte le città ucraine devastate dall’esercito russo. Ma le fondamenta, le basi da cui ripartire devono essere le stesse. Solo partendo da solidarietà e libertà, il futuro sindaco di Viterbo potrà creare prosperità e benessere.
 
Grazie per lo spazio che concederà alla nostra proposta. 

Francesco Ciprini
Eleonora Celestini


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