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“Unindustria-Ance, la città deve essere cambiata dalla A alla Z”

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Manifesto di Unindustria e Ance per le elezioni amministrative

Manifesto di Unindustria e Ance per le elezioni amministrative


Viterbo – “Produttiva, accessibile, veloce, green, giovane, connessa e intelligente”. Infine, “sostenibile, attrattiva e ambiziosa”. Sono questi gli assi di sviluppo, 8 in tutto, del “Manifesto di Unindustria e Ance per le elezioni amministrative del comune di Viterbo” presentato dal presidente di Unindustria Sergio Saggini e di Ance, Andrea Belli, di fronte ai candidati sindaco. Oggi pomeriggio all’auditorium dell’associazione degli industriali a Valle Faul, Viterbo. “La città – hanno detto Saggini e Belli – deve essere cambiata dalla A alla Z.

“È fondamentale – hanno poi aggiunto Saggini e Belli – ripensare lo sviluppo con una visione di medio-lungo termine, sfruttando anche opportunità di rilievo come il Pnrr e il Giubileo del 2025”.

Ad ascoltarli, in sala, ci sono tutti i candidati sindaco tranne Giovanni Scuderi: Claudio Ubertini, Alessandra Troncarelli, Chiara Frontini, Carlo D’Ubaldo, Luisa Ciambella, Marco Cardona e Laura Allegrini. Al tavolo ci sono anche Alessandra Sensi, presidente giovani industriali, e Simonetta Coccia presidente delle piccole e medie imprese. In sala c’è anche il presidente della Camera di commercio Domenico Merlani.


Manifesto di Unindustria e Ance per le elezioni amministrative - I candidati sindaci

Manifesto di Unindustria e Ance per le elezioni amministrative – I candidati sindaci


“Viterbo è una città in cui coesistono più anime – sta scritto nel manifesto di Unindustria-Ance – produttiva, turistica, residenziale, universitaria. Sono diverse le eccellenze che vanta il territorio ma altrettanti sono gli elementi di inefficienza che ne limitano lo sviluppo. Una città, per esprimersi al meglio, ha bisogno di una regia attenta a sostenere e incentivare la realizzazione di interventi, progetti e investimenti secondo un piano strategico ben definito. Riteniamo dunque che il primo passo da compiere per la città, per valorizzare le naturali vocazioni presenti e renderla un territorio favorevole e attrattivo per i giovani, sia ripensare lo sviluppo con una visione di medio-lungo termine”.

Gli assi di sviluppo. Il primo. “Viterbo produttiva”. “Le imprese – spiegano Saggini e Belli – per crescere e prosperare hanno bisogno di tempi certi e regole certe, quindi meno burocrazia e processi più semplici, in un contesto stimolante e in costante sviluppo. È necessario rendere effettiva la legge regionale sulla rigenerazione urbana, soprattutto per le aree produttive situate nel territorio di Viterbo. Solo a Viterbo, infatti, nel recepimento della legge di rigenerazione regionale, è stata esclusa la tipologia industriale su cui applicare la rigenerazione, presente invece nel testo regionale. Questo comporta di applicare la legge nelle aree dismesse”.


Sergio Saggini

Sergio Saggini


Ci sono poi le questioni del regolamento edilizio e del piano del commercio, anch’esse legate all’asse “Viterbo produttiva”. Per quanto riguarda la prima, “il regolamento edilizio di Viterbo risale al 1966 e contiene concetti del tutto superati. Ci aspettiamo, da parte della nuova amministrazione a portare in consiglio comunale entro novanta giorni un nuovo testo”. Dopodiché, sul fronte commercio, tra gli altri punti, “va specificato che le varianti urbanistiche, che non modificano le superfici di vendita, non costituiscono varianti ai fini delle licenze commerciali; inoltre non sono definiti gli aggregati commerciali di piccole superfici di vendita”.

Inoltre, una Viterbo produttiva e anche una città che pensa al suo centro storico. “L’abbandono del centro storico è un tema ormai conclamato e legato a scelte dei cittadini, che trovano in altri luoghi un sistema di convenienze ed opportunità. La rinascita dei centri storici passa dall’attrattività degli stessi, dalla qualità della vita, dai servizi offerti, dalle iniziative culturali ed in generale da una strategia mirata atta a rivitalizzare tali luoghi. Sarebbero opportuni incentivi per chi sceglie di rimanere e di intraprendere progetti ed iniziative nel centro storico”.


Andrea Belli

Andrea Belli


Unindustria e Ance auspicano poi che “la nuova Amministrazione comunale di Viterbo possa attivare tutte le procedure necessarie per entrare a far parte del neonato Consorzio unico industriale del Lazio”, così come, per quanto attiene il Piano nazionale di ripresa e resilenza (Pnrr), compito del nuovo comune dovrà essere “quello di costruire un campo collaborativo tra pubblico e privato”.

Gli aspetti che caratterizzano il secondo asse, “Viterbo accessibile, veloce e green”, sono invece il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia, il raddoppio della Cassia bis, il miglioramento dei collegamenti ferroviari con Roma, i parcheggi, la mobilità green e il decoro urbano, in quest’ultimo caso “biglietto da visita e vanto per i residenti, attraverso un piano straordinario, realizzando anche un nuovo sistema di fognature, mancante ormai da 50 anni”.

“Viterbo giovane”, il terzo asse. “Una città attrattiva – hanno detto Saggini e Belli – è anche una città dove si favorisce la sperimentazione delle idee dei giovani per aumentare le opportunità̀ di sviluppo economico e sociale. Una città attrattiva è anche una città sostenibile, capace di proporsi come meta green”.


Alessandra Sensi

Alessandra Sensi


Il quarto asse è “Viterbo connessa”. “Lo sviluppo digitale di un territorio è fattore indispensabile per sostenere la competitività del suo sistema produttivo e promuoverne le competenze. Tuttavia, resta ancora significativo il ‘digital divide’ per le zone industriali, quasi sempre distanti dai centri urbani abitati e, quindi, inadeguatamente raggiunte dalla connessione ultraveloce o a banda larga”.

Ci sono poi gli assi “Viterbo intelligente” e “Viterbo sostenibile”. “Investire sul territorio guardando ai giovani – è la parte riguardante “Viterbo intelligente” – significa anche potenziare il rapporto con l’università della Tuscia, presente da oltre 40 anni sul territorio. Va in tal senso, ad esempio, l’esigenza di migliorare i servizi per la popolazione universitaria e favorire iniziative per trattenere i giovani talenti. Peraltro tale fenomeno è già in atto per quanto riguarda alcuni corsi di laurea: vi sono esempi di giovani che, dopo avere conseguito la laurea, si sono stabiliti e hanno fatto impresa nella Tuscia”. Per quanto riguarda “Viterbo sostenibile”, per Unindustria e Ance “è importante il confronto e il dialogo tra decisore pubblico e imprese, soprattutto per quanto riguarda i temi strategici della transizione ecologica. È questo l’approccio ideale per conseguire maggiori risultati, anche in vista dell’attuazione del Pnrr”.


Simonetta Coccia

Simonetta Coccia


Infine, gli ultimi due assi del manifesto di Unindustria e Ance per le elezioni comunali del 12 giugno. “Viterbo attrattiva” e “Viterbo ambiziosa”.

“Viterbo attrattiva”. “Il Giubileo in programma a Roma nel 2025 e il Giubileo straordinario del 2033 rappresentano un’importante opportunità per Viterbo, città da sempre strettamente connessa al turismo religioso”.

“Viterbo ambiziosa”. “La Capitale europea della cultura è una città designata dall’Unione europea che per il periodo di un anno ha la possibilità di far conoscere la sua cultura, le sue bellezze, la sua storia e il suo modo di vivere. Il progetto è nato nel 1985 con la finalità di avvicinare i cittadini europei, ottenendo da subito un grande successo. È già stabilito l’ordine di successione dei prossimi anni e nel 2033 sarà̀ di nuovo l’Italia ad ospitare la nuova Capitale europea della cultura. La scadenza per ogni Comune per presentare la propria candidatura è fissata nel 2027. Si tratta di una grandissima opportunità, in grado di rilanciare la visibilità internazionale del nostro territorio”.

Daniele Camilli


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