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Viterbo – Ventuno comuni diffidati: in Talete entro settembre. Altrimenti scattano i commissariamenti.
Erano 29 quelli ancora fuori dalla società idrica, ma per otto, Bagnoregio, Monte Romano, Ronciglione, Fabrica di Roma, Grotte di Castro, Proceno, Farnese e Villa San Giovanni in Tuscia, le procedure sono già state avviate. Adesso scattano per i rimanenti.
La regione Lazio, settore Lavori pubblici, ha scritto alle amministrazioni diBassano in Teverina, Bassano Romano, Capodimonte, Caprarola, Castiglione in Teverina, Cellere, Civitella d’Agliano, Gallese, Gradoli, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Montalto di Castro, Onano, San Lorenzo Nuovo, Sutri, Tuscania, Valentano, Vasanello e Vitorchiano. Per dare un doppio ultimatum.
“I comuni – fanno sapere dalla regione – sono diffidati a provvedere con proprio formale atto deliberativo al trasferimento delle infrastrutture idriche entro il 20 maggio 2022, con conclusione delle procedure inerenti al trasferimento entro il successivo 30 settembre 2022”.
Una scadenza prossima, per le infrastrutture e l’altra fra circa quattro mesi per cedere il servizio idrico. Come anticipato l’altro ieri, al tavolo tecnico istituito in provincia.
Altrimenti: “La violazione della normativa – avvertono dalla regione – comporta una specifica responsabilità erariale. La regione Lazio avvierà le procedure per l’applicazione dei poteri sostitutivi senza ulteriori comunicazioni”. In pratica, un commissariamento lampo delle amministrazioni, limitato al passaggio in Talete.
Il trasferimento delle infrastrutture del servizio idrico, come fanno notare dalla regione, è stato ribadito da sentenze del consiglio di stato. “Il giudice amministrativo ha rigettato i ricorsi dei comuni di Monte Romano, Farnese, Ronciglione, Proceno, Bagnoregio, Fabrica di Roma, Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia per l’annullamento delle deliberazioni della giunta regionale di esercizio dei poteri sostitutivi e il decreto del presidente T00171/2019 di nomina del commissario ad acta. Ha accolto gli appelli dell’amministrazione regionale, ordinato l’esecuzione della sentenze”.
Nel frattempo, altro si aggiunge: “L’accesso alle risorse del Pnrr – Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza è subordinato al rispetto dell’articolo 147 decreto legislativo 152/2006.
Ovvero, entro il prossimo mese di luglio, le gestioni del servizio idrico in forma autonoma, per le quali l’ente di governo dell’ambito non si sia ancora espresso sulla ricorrenza dei requisiti per la salvaguardia, confluiscono nella gestione unica individuata dallo stesso ente.
Entro il 30 settembre 2022, l’ente di governo dell’ambito provvede ad affidare al gestore unico tutte le gestioni”.
Giuseppe Ferlicca
