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Il vescovo Lino Fumagalli rinuncia all’incarico per raggiunti limiti di età

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Viterbo – Il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli ha compiuto ieri 75 anni e come previsto dalle norme canoniche dovrà presentare al Papa la lettera di rinuncia all’incarico per raggiunti limiti di età. Il 13 maggio. La nomina del nuovo vescovo spetta al Pontefice. Potrebbero anche passare dei mesi prima di sapere il nome. Sarà infatti Papa Francesco a valutare tempistiche e modalità.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli


Un sacerdote cresciuto a Roma, il cui primo incarico, dopo la licenza in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e la licenza in diritto canonico alla Lateranense, fu l’ordinazione a presbitero il 24 luglio 1971 nella cattedrale dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a La Storta, da parte dell’arcivescovo Andrea Pangrazio per la sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina. Lino Fumagalli è stato, ed è, il vescovo del dialogo, della solidarietà e dell’impegno a sostegno di una comunità che in questi anni ha conosciuto un uomo disponibile, affabile, colto e profondamente legato a un umanesimo religioso e civile che ha avuto pochi precedenti per quanto riguarda il territorio della Tuscia. probabilmente uno dei migliori vescovi in assoluto della diocesi viterbese. Un mandato, il suo, che ha visto la realizzazione di opere importanti e investimenti che hanno letteralmente cambiato il volto dei quartieri in cui è intervenuto. Un voce fondamentale e al tempo stesso un punto di riferimento per tutti.


Lino Fumagalli

Lino Fumagalli


Vicario della parrocchia della Madonna di Fatima nel quartiere della Massimilla a Roma, all’epoca una vera e propria borgata, Fumagalli è stato poi vicario parrocchiale di San Giuseppe a Santa Marinella fino al 1977, quando ha ricoperto l’incarico di parroco di Sant’Angela Merici a Santa Severa, fino al 1984. A partire dal 1978 è stato inoltre docente del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, di cui sarà rettore dal 1984 al 1993, insegnante, dal 1981, anche dell’istituto di Scienze religiose della Pontificia Università Gregoriana di Roma, e successivamente direttore del Centro regionale vocazioni e della Scuola diocesana di teologia “Cardinale Eugenio Tisserant”. Il 31 dicembre 1999 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Sabina-Poggio Mirteto, diventando, nel 2008, amministratore apostolico di Tivoli e dal 2002 membro della congregazione delle cause dei santi.

L’11 dicembre 2010 papa Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Viterbo, succedendo a Lorenzo Chiarinelli, dimessosi anche lui per raggiunti limiti di età.


Viterbo - Lino Fumagalli e Mohammed Kdib

Viterbo – Lino Fumagalli e Mohammed Kdib


Lino Fumagalli è stata una delle poche voci nella Tuscia, se non l’unica, che si è levata con forza quando i migranti affogavano nel Mediterraneo quasi nell’indifferenza generale. L’uomo e il vescovo che ha più volte chiamato istituzioni e realtà associative al dialogo e alla collaborazione per il bene comune. L’uomo e il vescovo che si è fatto portavoce dei diritti dei più deboli durante la difficilissima fase della pandemia, richiamando tutti al dovere della solidarietà e sviluppando, con la Caritas diocesana diretta da Luca Zoncheddu, una rete capillare che ha permesso di garantire sostegno a chi ne aveva bisogno e rischiava di precipitare nella povertà più nera. L’uomo e il vescovo che ha rafforzato il ruolo delle parrocchie sul territorio grazie a un gruppo di sacerdoti che ha saputo farsi classe dirigente che, con grande senso di responsabilità, hanno riempito vuoti sociali e assistenziali che sembravano incolmabili. E’ stato poi l’uomo e il vescovo che ha stretto solidi rapporti, come nessun altro prima di lui, con le altre comunità religiose, non da ultima la comunità islamica durante la festività di chiusura del Ramadan un paio di settimane fa.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli


Fondamentale il suo ruolo nella chiusura dei lavori, fermi da 12 anni, nella parrocchia dei Santi Ilario e Valentino a Villanova, quartiere a nord di Viterbo, gestita da don Emanuele Germani un altro protagonista dell’episcopato di Fumagalli, così come lo sono stati don Luigi, don Roberto e con loro don Luca, Massimiliano, Flavio, Claudio e tanti altri sacerdoti che con la loro azione hanno dato, e danno, un contributo fondamentale alla crescita e allo sviluppo di questa parte di mondo. Lino Fumagalli ha permesso poi la riapertura e la ristrutturazione di edifici di culto che rischiavano di finire nel dimenticatoio, come pure alcune processioni che prima di lui avevano perso l’importanza che avevano un tempo. Se la splendida chiesa barocca del Gonfalone, lungo via cardinal La Fontaine, è aperta tutti i giorni ai turisti lo si deve a Fumagalli e alla Congregazione che oggi la gestisce. La stessa cosa va detta per il chiostro della basilica dei Santa Rosa. In tal caso, decisivo anche il contributo delle Alcantarine guidate da suor Francesca.


Viterbo - Il giubileo sacerdotale del vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il giubileo sacerdotale del vescovo Lino Fumagalli


Una volta nominato il nuovo vescovo, Fumagalli, che resterà comunque vescovo emerito, dovrebbe andare a vivere in una casa all’interno del Santuario di Santa Maria della Quercia dove, un paio di anni fa, ha fatto realizzare anche un sepolcro monumentale che ospita adesso i suoi predecessori.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli


E a proposito di predecessori, si racconta che un altro vescovo, del passato, disse a un sacerdote, che lo incalzava sul rapporto tra Chiesa e potere, che “non si può essere, al tempo stesso, vescovi e cristiani”. Ecco, Fumagalli è stato invece, nel medesimo tempo, uomo, vescovo e cristiano. Un uomo e un vescovo che ha segnato il suo tempo e lo ha fatto da protagonista, nel migliore dei modi. Rendendo la diocesi, il territorio, e le persone che lo hanno ascoltato, migliori di come li ha trovati, e incontrati, quando è stato nominato vescovo di Viterbo. 

Daniele Camilli


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