Viterbo – “Un vero frocio non soffre a sentirsi chiamare frocio”. Parola di Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri e deputato della Repubblica. Il tutto in un video registrato qualche giorno fa. Probabilmente in un ristorante, con tanto di sigaretta in bocca e a fianco l’assistente Emanuele Ricucci con la spilla della lista Io Apro Rinascimento, presente anche a Viterbo a sostegno della candidata sindaca Chiara Frontini, così come, alle elezioni comunali del 12 giugno, in altre 70 città d’Italia.
Vittorio Sgarbi e Chiara Frontini inaugurano la sede di “Io Apro Rinascimento”
Se poi non bastasse, sempre nel video, Sgarbi ha dichiarato: “Tutti conosciamo il caso Weinstein. La forza delle donne ha preso questo produttore che ha fatto come tutti i produttori, da Ponti a De Laurentis, a Cristaldi. È sembrato sempre naturale, quando ero ragazzo, che regista e produttore avessero rapporti con le attrici. Speriamo consenzienti. Ma qualcuno ha ricordato che gli attori che lavoravano per Visconti andavano a letto con lui? Per cui Visconti era come Weinstein”.
Harvey Weinstein, produttore cinematografico statunitense, nel febbraio 2020 è stato condannato a 23 anni di carcere da una giuria di New York che lo ha giudicato colpevole di stupro di terzo grado e atti sessuali criminali di primo grado verso l’attrice Jessica Mann. Luchino Visconti è stato invece uno dei registi cinematografici più importanti di sempre.
Vittorio Sgarbi ed Emanuele Ricucci
Il video ha per titolo: “Una doverosa risposta a Luca Barbareschi dopo le sue parole su una presunta ‘mafia dei froci'”. Quasi un paio di settimane fa, infatti, l’attore ed ex deputato del Pdl, Luca Barbareschi, intervenendo all’apertura della mostra “Eccentrici e solitari” a palazzo Doebbing, sempre a Sutri, ha parlato di “mafia dei froci e delle lesbiche”, suscitando prima le risate di molti presenti, e pure qualche “bravo!” partito dal pubblico, poi una vera e propria bufera che ha travolto sia Barbareschi che Sgarbi. E non da ultima la mostra, dove espone pure la figlia dell’attore.
L’incipit del video è un messaggio che sarebbe stato inviato da Barbareschi a Sgarbi e che quest’ultimo legge in video. Un messaggio in cui Barbareschi si sarebbe lamentato di come si è comportato Sgarbi nei giorni successivi all’inaugurazione della mostra a palazzo Doebbing, prendendo in qualche modo le distanze dall’attore. “Io non mi permetterei mai di parlare così”, avrebbe scritto Barbareschi al sindaco di Sutri.
Sutri – Vittorio Sgarbi e Luca Barbareschi
“Stiamo parlando della corruzione della biennale di Venezia e tu dici cose contestualmente interessanti – spiega Sgarbi ricostruendo la vicenda nel video di risposta – ma invece di attribuirle a una realtà negativa, fai un attacco. Non un attacco di sostanza, ma di forma. Come qualcuno che bestemmia in chiesa. Tu vieni in un luogo in cui ci sono molte donne, alcuni artisti omosessuali dichiarati, un vicesindaco omosessuale e comunista e dici: ‘la mafia dei froci e delle lesbiche’. Io stesso sono rimasto turbato. Ma questo sta a dimostrare che tu non hai fatto qualcosa in favore della mostra. L’hai completamente soffocata, perché nessuno ha parlato della mostra e tutti soltanto della polemica personale, soltanto della tua parolaccia. Certo – prosegue il sindaco di Sutri – capisco che un vero frocio non soffra a sentirsi chiamare frocio. Ma tu lo hai detto con quel disprezzo che mi ha indotto non dico a sconfessarti o a prendere le distanze. Ma certo, ho dovuto dire che io non avrei usato questo linguaggio. Tanto che io stesso ho sentito come una frustata e il mio vicesindaco ha sentito offesa tutta la categoria dei gay e delle lesbiche”.
Quindi: 1) “un vero frocio non soffre a sentirsi chiamare frocio”; 2) Barbareschi ha detto “cose contestualmente interessanti”; 3) Non è una questione di sostanza ma di forma. “Come qualcuno che bestemmia in chiesa”. In sintesi, per Sgarbi, era la sede meno opportuna per dire “mafia dei froci e delle lesbiche”, perché erano presenti donne, artisti omosessuali e un vicesindaco, Lillo Di Mauro, storico esponente del movimento gay; 4) Sgarbi, dal quel che si deduce, né sconfessa, né prende le distanze da Barbareschi. Semplicemente non avrebbe utilizzato quel linguaggio; 5) la questione più urgente per Sgarbi resta invece il fatto che la mostra “Eccentrici e solitari” sarebbe stata completamente oscurata dalle dichiarazioni di Barbareschi; 6) “Ho dovuto dire – ha dichiarato Sgarbi – che io non avrei usato questo linguaggio”… “ho dovuto dire…”.
Sutri – Lillo Di Mauro e Vittorio Sgarbi
“Ammesso pure che abbiano esagerato – ha poi aggiunto Sgarbi nel video – ma credo che tu non sei venuto a dar man forte né a me né a tua figlia. Perché nessuno ha parlato di tua figlia, nessuno ha parlato della mostra. Tutti hanno parlato di te. Hai fatto il tuo show, che per me va benissimo. Ne ho fatti tanti io… Ma non capisco di cosa sei deluso. Io ho detto la verità, cioè che dire la ‘mafia dei froci’ era forte e poco gradevole. Uno può andare a dire anche davanti al papa, e io a Sutri sono come il papa, la ‘mafia dei pedofili’. Ma non lo fa, non lo dice. Perché il papa non centra coi pedofili e perché la chiesa è importante per altro. Quella era una mostra in cui c’era tua figlia. Quindi tu hai fatto qualcosa di sgradevole. Ma non capisco perché non consenti a me di dire che sei stato fuori luogo, sei stato poco elegante, poco cortese”.
“Poco elegante”, “poco cortese”, “show”. Le definizioni che Sgarbi dà delle affermazioni di Barbareschi. E aggiunge pure: “Ammesso pure che abbiano esagerato”…
Viterbo – Vittorio Sgarbi
Dopodiché. “Tutti conosciamo il caso Weinstein – ha continuato il sindaco di Sutri, sempre in video -. La forza delle donne ha preso questo produttore che ha fatto come tutti i produttori, da Ponti a De Laurentis, a Cristaldi. È sembrato sempre naturale, quando ero ragazzo, che regista e produttore avessero rapporti con le attrici. Speriamo consenzienti. Ma qualcuno ha ricordato che gli attori che lavoravano per Visconti andavano a letto con lui? Per cui Visconti era come Weinstein. I suoi parenti, che sono anche miei amici si offenderanno. Intendo dire che Helmut Berger, Alain Delon, per lavorare in questa lobbie, o questa mafia… mafia è forse una parola che è troppo legata alla criminalità per usarla… in questo mondo c’erano delle intese omosessuali che hanno protetto taluni ed escluso altri. Quindi, tu non hai detto niente di male. Però hai oscurato la festa degli artisti”.
Dunque: 1) Weinstein, secondo Sgarbi, avrebbe fatto come tutti i produttori cinematografici. E ne cita altri tre; 2) Per Sgarbi-ragazzo, adesso ha 70 anni appena compiuti, era naturale che regista e produttore avessero rapporti con le attrici. “Speriamo consenzienti”, ha pure aggiunto; 3) Visconti era come Weinstein perché andava a letto con gli attori che lavoravano con lui; 4) alla fine, per Sgarbi, Barbareschi non ha detto niente di male. “Però ha oscurato la festa degli artisti”.
Infine, dulcis in fundo. Dopo aver dato del “patetico” a Luca Barbareschi, Vittorio Sgarbi ha poi aggiunto: “Allora quelli che sono froci e lesbiche? Quelli che poverini si sono sposati fra loro?”. Ecco, in tal caso, la parola da sottolineare è: “poverini”, cioè “quelli che si sposati tra loro”. Anzi, le parole chiave sono due, perché anche “tra loro” dà molto da riflettere.
Daniele Camilli
Video: “Un vero frocio non soffre a sentirsi chiamare frocio”
– Erbetti (M5s): “Immagino per Frontini quanto sia imbarazzante parlare di Sgarbi…”




