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Il grande bluff, l’ancien régime si schiera con Frontini

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Elezioni - La chiusura di Viterbo 2020 - Chiara Frontini

Elezioni – La chiusura di Viterbo 2020 – Chiara Frontini

Giuseppe Fioroni e Lisetta Ciambella

Giuseppe Fioroni e Lisetta Ciambella

Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Viterbo – Voti uno e te ne trovi tre. Forse quattro. In omaggio con Frontini, la furbissima fioroniana Lisetta Ciambella e l’astuto fratello d’Italia Mauro Rotelli. E se guardi bene bene trovi pure, in fondo a destra, tal Giuseppe Fioroni.

Non sapete chi è? Cercate su internet. È un vecchio politico in disarmo. Lo dice lui: “Non faccio politica me lo ha detto Toniolo…”. Continua a dire come un disco rotto. Se non ci fossero questi personaggi, come potrebbe la politica essere divertente? Bisognerebbe inventarli.

Compresa la papessa che trova in continuazione alleati a sua insaputa. Fantastica la politica.

E poi per Frontini è un ritorno a casa tra gli amici di sempre, nella sua comunità che “la sostiene e che l’ha fortemente voluta” come spiegava Rotelli quando fu imposta come giovane assessora nella giunta Marini. Insomma una di quelle storie strappacore che finiscono col “e vissero felici e contenti”. Tutti insieme appassionatamente.

A parte le battute. È sempre imbarazzante sottolinearlo, ma lo avevamo detto: fin dall’inizio della campagna elettorale erano state strette intese politiche tra Frontini e tutto il vecchio della politica viterbese. Ora la corsa al soccorso di Frontini, da parte di fioroniani e FdI quantomeno scopre le carte delle intese politiche. Carte chiarissime fin da sempre, bastava leggere la stampa, o sedicente tale, al servizio di Fioroni e co. Ora le dichiarazioni di voto per Frontini chiariscono cosa sta accadendo. 

Lisetta Ciambella, fioroniana doc, lo ha fatto con un po’ più di apparente furbizia politica. Mauro Rotelli lo ha dichiarato con una nota ufficiale

Come dire il re è nudo. Quanto da noi detto da sempre è venuto alla luce.

E se per i politici la cosa è del tutto normale, per un movimento sedicente civico non lo è.

Un partito o una politica fino a ieri di partito, poi folgorata sulla via di Damasco del civismo da strapaese, è normale che scenda a patti per avere un eventuale pezzo di potere. Fanno il loro mestiere. Il potere non è cosa brutta. La non chiarezza e la mistificazione sono un po’ peggio.

In politica, l’arte del possibile appunto, non c’è nulla da stupirsi. Negli anni abbiamo visto cose di tutti i colori. Nessuno stupore. 

Ma le intese in atto, le discese in soccorso sono asimmetriche, in questo senso.

Per un sedicente movimento civico, come Viterbo 2020, scendere al “dialogo” e all’“intesa” non formale e negata è questione diversa. Significa tradire la propria essenza politica. Significa tradire il civismo. Tradire chi dà il consenso. Prima l’alleanza formale con il partito di Sgarbi, poi le intese diffuse con la qualunque sono la negazione del civismo.

Il tutto condito da un cinismo politico mai visto. Ma contenti i sostenitori contenti tutti.

Ecco l’azione di Frontini fa vedere cosa significa volere il potere per il potere a ogni costo. Senza idee, senza progetti. No, in effetti una idea e progetto importante c’è: l’acquacotta, piatto tipico toscano, promosso a piatto viterbese per antonomasia.

E allora si cambia il significato delle parole. Nel segno di Orwell. Con accordi non chiamati accordi. Con alleanze non chiamate alleanze. Con intese non chiamate intese.

Come dire: Forlani, che una volta vidi parlare per un’ora senza dire nulla, in confronto a Chiara Frontini è un dilettante.

Mai che risponda in modo diretto. Mai con un no o con un sì.

È veramente ciò che si vuole per il futuro della città? Ancora una volta nelle mani di Fioroni sarà questa povera città? 

Perché questa è la scelta. Si dovrà scegliere tra tutto il vecchio seminascosto “guidato“ da Frontini e la politica classica fatta alla luce del sole.

Semplice.

Così è se vi pare. E una cosa è certa: non faranno prigionieri, in caso di vittoria. 

La forlaniana Frontini, prodiga di affermazioni nebulose e reticenti, però una cosa ieri l’ha detta con chiarezza lapidaria: “Nessun pregiudicato in giunta, mi pare il minimo”. Lo ha dichiarato ai nostri microfoni. Anche a noi pare il minimo, su questo siamo perfettamente d’accordo. Ma quando si afferma una cosa così chiara si debbono fare scelte consequenziali. 

Speriamo che almeno questa volta Frontini abbia chiaro che cosa ha affermato. 

Carlo Galeotti


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