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Badante accusata di derubare anziani, perizia grafologica sulle ricevute dei compro oro

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Polizia - foto d'archivio

Polizia – foto d’archivio

Remigio Sicilia

Remigio Sicilia

Viterbo – Badante accusata di rubare preziosi a casa degli anziani da lei accuditi, okay al rito abbreviato e alla perizia grafologica per vedere se sia veramente sua la firma sulle ricevute dei compro oro ai quali avrebbe rivenduto la refurtiva.


Imputata di furto aggravato

E’ stata bloccata a ottobre dalla polizia, secondo cui avrebbe agito “con lucidità, freddezza ed estrema determinazione, dimostrando assoluta mancanza di scrupoli nel derubare ripetutamente soggetti fragili e indifesi, che avrebbe dovuto accudire, violando così la fiducia che le vittime e le loro famiglie avevano riposto in lei”.


Ok al rito abbreviato condizionato

Il giudice Elisabetta Massini ha accolto ieri la richiesta dell’avvocato Remigio Sicilia di procedere col rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.

Non “secco”, come si dice in gergo, bensì “condizionato”, per l’appunto a una perizia grafologica, in quanto secondo la difesa le firme non apparterrebbero all’imputata.


Sequestrate ricevute compro oro

“La mia assistita disconosce la firma e peraltro è emerso come non avesse conti attivi all’epoca dei fatti sui quali versare gli assegni che proverebbero la sua responsabilità. Il suo unico conto corrente è un Postepay sul quale, come tutti sanno, non possono essere versati assegni.

Tutti elementi che meritano un approfondimento da parte del tribunale”, ha spiegato Sicilia al giudice, che ha contestualmente disposto il sequestro delle ricevute con apposito decreto.


Una sola vittima parte civile

Tre le parti offese, una sola delle quali si è costituita parte civile, un’anziana, ma il suo legale ha già anticipato che non potrà essere sentita in aula a causa dell’età avanzata e delle precarie condizioni di salute.


Un solitario con diamante nel bottino

Nel corso delle indagini, che lo scorso ottobre sono sfociate per l’imputata nella misura cautelare dell’obbligo di dimora nella frazione in cui vive, la polizia avrebbe recuperato e sequestrato doversi oggetti preziosi tra cui un solitario d’oro con diamante, una veretta d’oro con diamanti e un altro anello d’oro giallo di pregevole valore e lavorazione.

La donna, una 44enne viterbese tornata libera di muoversi lo scoro mese di gennaio, quando è stata revocata la misura, secondo l’accusa avrebbe rivenduto i gioielli rubati a anziani e disabili presso tre diversi compro oro del capoluogo.


“Girandola di badanti… “

Secondo la difesa ci sarebbero però diverse cose che non quadrano. Ad esempio, avrebbe venduto per 272 euro a un compro oro un prezioso solitario che secondo la presunta vittima doveva valere oltre 2.500 euro.

E ancora: “La mia assistita non è stata l’unica persona estranea a entrare nelle abitazioni delle presunte vittime, dove peraltro in pochi giorni si sono avvicendate più badanti”.

Silvana Cortignani


Articoli: Badante accusata di rubare gioielli a casa degli anziani, al via il processo – Badante accusata di furto, la difesa: “Un solitario venduto a 270 euro? Non tornano i conti” – Si fa assumere come badante e fa razzia di gioielli in casa di anziani e disabili


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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