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Basta pensiero magico, basta ancien régime travestito di nuovo…

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British Museum - Pericle

British Museum – Pericle

Alessandra Troncarelli

Alessandra Troncarelli

Viterbo - Laura Allegrini

Viterbo – Laura Allegrini

Viterbo – Basta pensiero magico, basta ancien régime travestito di nuovo… E tutti i risultati sono possibili. Non c’è nessun vento. Non ci sono posizioni dominanti. La sfida sarà aperta. La storia è aperta. E qualcuno è molto più debole di quanto si poteva pensare all’inizio di questa campagna elettorale. E si può andare a un classico e limpido ballottaggio tra destra e centrosinistra. Saranno in ogni caso gli elettori a decidere. Finalmente. 

In questa tornata elettorale ne abbiamo viste di tutti i colori. Ma insomma in quarant’anni di attività, ne ho viste di tutte le specie. Io mi occupo di politica dai 7 anni in poi e, negli ultimi tempi, scrivendo un libro autobiografico per mia nipote, ho realizzato che la prima notizia politica la devo aver assorbita intorno ai 3/4 anni. Un parente entra in casa di mia nonna e spiega: “Abbiamo sfiorato la guerra mondiale”. Doveva essere, da come ho ricostruito molto tempo dopo, la crisi dei missili a Cuba. E anche un bambino piccolissimo deve aver capito che la cosa era molto grave.

Questo per dire che ne ho viste di cose.

E allora non mi impressiona più nulla.

Ma va detto che ho sempre un rigetto per il pensiero magico, frutto di incompetenza politica. Il pensiero magico mi ha sempre dato fastidio.

E anche questa volta c’è stato chi si è affidato all’uomo della provvidenza. In questo caso si chiama Vittorio Sgarbi. 

Sì lui. Incredibile. Quello che dà del “frocio” a destra e a manca con una mancanza di “pietas”, di rispetto per gli altri, non degna di un politico, ma di un uomo di avanspettacolo. 

Ma questo è il nuovo che avanza nella politica viterbese. Un nuovo che ha alle spalle tutto l’ancien régime. Tutto ciò che di più vecchio e scorretto politicamente c’è. 

Anche questa volta a destra e a manca c’è chi pensa che con una mossa magica dell’ultimo momento si risolva tutto. Per tutti: non è così.

Le mosse magiche non ci sono, ognuno voti secondo quel che gli dice il cervello e così sia.

Siamo in una democrazia solida e consolidata e il giorno dopo il voto, soprattutto se locale, non cambia il mondo. I cretini rimangono cretini, chi sa fare cose continuerà a farle, gli incapaci continueranno a imbonire la gente, chi ha un mestiere in mano continuerà a lavorare e produrre, le eminenze grigie dovranno continuare di nascosto a tirar trabocchetti come bambini di 5 anni. E che ci vogliamo fare.  

Ma al di là della tristezza nel vedere le porcate delle eminenze grigie e sempre più nascoste che si trincerano dietro a alcune liste civiche, che son tutto men che civiche, va detto che ci sono candidate e candidati degni di questo nome. 

Intanto due risorse per la città e non solo. Ho letto le interviste fatte da un giovane collaboratore e debbo dire che la struttura caratteriale, politica ed emotiva di due candidate vien fuori con chiarezza e limpidezza.

Ecco: Laura Allegrini e Alessandra Troncarelli hanno tutte le carte per poter essere sindache della città e nelle interviste di oggi appaiono in tutta la loro serietà e solidità politica. Poi vinca chi vinca. Se la città vuole rimanere quel che è. E che ci dobbiamo fare: avanti i dilettanti allo sbaraglio appoggiati dal vecchio della politica. Si torna indietro di qualche decina di anni. E così sia. In piena era di decadenza della prima repubblica.

Contenti gli elettori contenti tutti.

E’ la democrazia bellezza.

Va ribadito però che Alessandra Troncarelli e Laura Allegrini, vada come vada, saranno una risorsa per la città e per la Tuscia. Nonostante l’eminenza grigia.

Questo per quel che riguarda il campo da gioco principale, quello per la futura sindaca.

Poi va detto che ci sono anche candidature dignitose che possono appagare i diversi desiderata. Candidature che oggettivamente a un’analisi politica minima non aspirano alla sindacatura, ma a rappresentare istanze le più diverse.

Si parte da Claudio Ubertini che è un voto di centrodestra moderato. Chi vuole avere una rappresentanza di sinistra sinistra ha in campo Carlo D’Ubaldo, che può aspirare a un consigliere comunale che giustamente controlli. Chi vuole protestare contro il sistema può votare l’imprenditore Marco Cardona (Italexit). E poi c’è una vera lista civica che è quella di Giovanni Scuderi. Un cognome che per i viterbesi è familiare. Quasi un marchio.

Insomma, lo diciamo all’eminenza grigia che starà strolicando qualche ultima porcata politica, si lasci che i cittadini votino in tranquillità, come è tradizione a Viterbo. 

Per le porcate politiche “anonime” c’è sempre tempo. 

Su una cosa concordo con la leader di Viterbo 2020: “Sono stati usati tutti i mezzi per avvelenare i pozzi”. 

E chi scrive sa pure chi è stato ad avvelenare i pozzi. Come dire l’eminenza grigia si è data da fare. 

L’importante ora è che ognuno sappia che il confronto è tra buona politica e ancien régime. Tra ragione e pensiero magico. Tra buona amministrazione e avanspettacolo. Ognuno scelga. Non ci si lamenti poi. Tutti sono stati informati su quale è il fronte politico. Lo spartiacque politico. Da una parte competenza e cognizione di causa, dall’altra il vecchio che come sempre si traveste di nuovo.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nella sua dolce e ammaliante prosa, con la voce profonda e antica del principe di Salina ricordava non senza tragico orgoglio: “Noi fummo i gattopardi, i leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra”. E chiosava mirabilmente il nipote Tancredi Falconeri: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Mai la filosofia del Gattopardo si è così bene adattata ad alcuni aspetti di una situazione politica di periferia. Speriamo che Tancredi questa volta si sbagli. E che Pericle ci dia una mano.

Carlo Galeotti


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