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Battistoni (FI): “Il partito va rifondato e ricostruito” – Fusco (Lega): “Ubertini l’ho scelto io e io mi prendo la responsabilità”

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Viterbo – “Il partito va rifondato e ricostruito, ricompattando la coalizione”. E sul secondo punto, chiamato una volta centrodestra, sono tutti d’accordo. Il centrodestra va rimesso insieme. Lo dice Francesco Battistoni, sottosegretario all’agricoltura di Forza Italia. Lo ribadiscono anche Umberto Fusco, senatore della Lega, e Laura Allegrini, candidata sindaca di Fratelli d’Italia. Un punto di vista rilanciato anche dal deputato di FdI, Mauro Rotelli, intervistato da Tusciaweb. 

“Ubertini l’ho scelto io – ha detto poi Fusco parlando del candidato sindaco di FI, Udc, Lega e Fondazione – e io mi prendo le mie responsabilità. Credevo e credo ancora in Ubertini e sicuramente avremo successo alle prossime tornate elettorali”.


Salvini a Viterbo - Andrea Di Sorte e Francesco Battistoni

Andrea Di Sorte e Francesco Battistoni


Laura Allegrini, assieme alla lista di FdI, sono stati gli unici, sul fronte centrodestra, ad uscire rafforzati da una tornata elettorale, quella di domenica scorsa, catastrofica per Lega e Forza Italia, ampiamente ridimensionate dalle ultime comunali. Il tutto, in un contesto in cui, per la prima volta, il centrodestra non solo non arriva al ballottaggio, ma perde persino, per i prossimi 5 anni, la possibilità di determinare le dinamiche dell’aula di palazzo dei Priori. Come aveva fatto da quasi trent’anni a questa parte.

“Il partito va rifondato e ricostruito, ricompattando la coalizione”. A dirlo è Battistoni. Ma come si fa a rimettere in piedi un partito spezzato in più parti riportando dentro anche i consensi passati a Fratelli d’Italia, come le centinaia di voti presi da Antonella Sberna, ex FI? “Faremo un’attenta analisi interna – risponde il senatore di Forza Italia -. Abbiamo ottimi dirigenti e volti nuovi che si sono spesi durante la campagna elettorale. Da qui dobbiamo ripartire. In vista dei futuri impegni, cioè le politiche e le regionali del prossimo anno”.


Umberto Fusco a Castel D'Asso

Umberto Fusco


Alla fine la candidata giusta sarebbe stata Laura Allegrini. Insieme alla coalizione che poi ha sostenuto Ubertini, magari non arrivava lo stesso al secondo turno, ma avrebbe quasi certamente potuto insidiare sia Frontini che Troncarelli determinando anche le stesse dinamiche elettorali che hanno invece premiato le due candidate finite alla ballottaggio. “La cosa giusta da fare era non sfiduciare Arena mettendosi a tavolino a lavorare. Dopo è stata un’altra partita”, ha puntualizzato Battistoni. Tuttavia, anche FdI potrebbe dire la stessa cosa a proposito delle provinciali. La cosa giusta da fare era andare uniti alle provinciali prendendosi palazzo Gentili. E i numeri c’erano pure. “Siamo tutti abbastanza navigati – sottolinea il sottosegretario di FI – per non mischiare un’elezione di primo livello con una di secondo”. 

Una spina che resta ancora ben conficcata nel fianco. Le contraddizioni rimaste ancora irrisolte della caduta della giunta Arena e del crollo immediato del centrodestra. Contraddizioni che si sono riversate sulle amministrative di domenica scorsa con le candidate, Frontini e Troncarelli, arrivate al ballottaggio portandosi a casa il 60% di quelli che sono andati a votare.


Viterbo - Andrea Di Sorte e Claudio Ubertini

Andrea Di Sorte e Claudio Ubertini


Per rimettere in piedi il centrodestra, che invece a seconda di come va il ballottaggio e le possibili alleanze che lo caratterizzeranno potrebbe prendere strade del tutto inedite, serve comunque superare lo scoglio di Fratelli d’Italia che si presentano all’appuntamento con due punti percentuali in più rispetto alle elezioni del 2018, quindi con un avanzamento, e una candidata come Allegrini che per poco non ha doppiato Ubertini in termini di consensi elettorali. Non solo, ma FdI ha più volte ribadito di essere il centrodestra, proponendosi pertanto non più come un soggetto politico esclusivamente identitario, ma anche come un contenitori capace di accogliere persone provenienti da culture e percorsi diversi, purché all’interno dei confini del centrodestra. Una casa in cambio di voti da spendere poi per un progetto complessivo di trasformazione del tessuto politico e sociale. Un partito in cambio di voti, cioè un’organizzazione che, una volta che sei dentro, mette a disposizione un know how per incrementarli o consolidarli. Come se venissero capitalizzati. Antonella Sberna ne è l’esempio più lampante e, al tempo stesso, la sconfitta nella sconfitta di Forza Italia.

“Avremo modo di metterci seduti nei prossimi giorni, dopo il ballottaggio – spiega Francesco Battistoni -. Per ora non mi sono sentito con nessuno e non c’è stata nessuna riunione interna. Tuttavia, sommando i voti di FI e FdI non saremmo comunque andati al ballottaggio. E forse perché c’è stato un rigetto da parte dell’elettorato, dovuto proprio alla sfiducia”. Per quanto poi riguarda Sberna, “non posso che renderle merito. E’ stata bravissima, portandosi dietro il consenso che si è creata facendo l’assessora”.


Giorgia Meloni con Laura Allegrini

Giorgia Meloni e Laura Allegrini


Andrea Di Sorte? Resta ancora coordinatore provinciale del partito dopo la sconfitta alle elezioni? “Tutto quello che è avvenuto dopo la caduta di Arena, fa parte di un altro capitolo – ha risposto Battistoni -. Di Sorte non ha responsabilità rispetto alle scelte fatte da candidati che sono andati in altre liste. Di Sorte si è messo a lavorare assieme a Giulio Marini per raggiungere un risultato a partire però dalle macerie lasciate dalla fine della giunta Arena. E quando una giunta muore, come è successo a quella di Giovanni, vengono fuori problematiche politiche e personali. Adesso però dobbiamo resettare tutto ripartendo da capo con chi ha voglia di lavorare per Forza Italia”.

Ancora più catastrofica, se possibile, è la situazione della Lega e di Fusco nello specifico. Il partito a Viterbo è al lumicino. “Ubertini l’ho scelto io – dice il senatore – e io mi prendo le mie responsabilità. Credevo e credo ancora in Ubertini e sicuramente avremo successo alle prossime tornate elettorali”. Una scelta, quella di Ubertini, rivendicata più volte. “Ubertini l’ho scelto io e l’ho difeso fino alla fine – ribadisce Fusco -. Con Fratelli d’Italia non c’è stata la possibilità di raggiungere un accordo. Mi sono adoperato dicendogli anche, alla fine, di scegliere loro il candidato. Hanno scelto di procedere per la propria strada”.

Visto il risultato, e sommandolo a tutta un’altra serie di sconfitte, a partire dal comune di Vitorchiano, a questo punto non è arrivato il momento di dimettersi dagli incarichi di partito? “Adesso aspettiamo che finisca l’iter elettorale – risponde il senatore della Lega – dopodiché faremo le nostre valutazioni e vedremo di chi sono le responsabilità. E’ stata una sconfitta. Le persone che sono andate a votare non hanno accettato la divisione del centrodestra e la caduta della giunta Arena. Adesso però dobbiamo rimboccarci le maniche”.

Sarà facile ricucire con FdI? “Non lo so – conclude Fusco -. Se andavamo d’accordo, saremmo già stati insieme”.

Daniele Camilli 


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