Botan Dumitru
Soriano nel Cimino – Oggi sono passati tre anni esatti dalla tragica morte di Botan Dumitru. Domani è invece prevista la sentenza del processo ai due datori di lavoro arrestati cinque mesi dopo con l’accusa di omicidio colposo.
Era il 19 giugno 2019 quando il boscaiolo 29enne d’origine romena di Vetralla, sposato e padre di due bimbi piccoli, ha perso la vita nel ribaltamento del trattore precipitato in un dirupo nella folta vegetazione dell’Acquaspasa, una località impervia tra i comuni di Soriano nel Cimino e Vitorchiano, dove era impegnato con la squadra nel taglio del bosco.
All’epoca i figlioletti, un maschio e una femmina, avevano due anni e mezzo e sei mesi. Gli orfani e la vedova sono parte civile con gli avvocati Giordano Rocchetti e Luca Capuano del foro di Roma.
Gli imputati, Zechir Mahmudov e Dante Presciutti, sono difesi dagli avvocati Roberto Massatani e Samuele De Santis del foro di Viterbo.
Soriano – Carabinieri sul luogo dove si è ribaltato il trattore di Botan Dumitru
Nelle corso del processo di primo grado, destinato salvo imprevisti a chiudersi domani davanti al giudice Elisabetta Massini, è emerso che l’incidente è avvenuto in una zona talmente scoscesa che i soccorritori hanno dovuto recuperare il cadavere a braccia.
Sparsi ovunque i rottami del trattore che, ribaltandosi più volte, è precipitato fino al fondovalle per un centinaio di metri. Il corpo della vittima è stato sbalzato fuori dopo i primi venti metri. Botan non aveva la cintura di sicurezza allacciata, ma poco sarebbe cambiato dal momento che il mezzo ha continuato a ribaltarsi per un’altra settantina di metri fino al fondovalle, dove è facile immaginare in che condizioni sia arrivato. Nel luogo dell’incidente, la pendenza del terreno è del 70 per cento, ossia 35 gradi di inclinazione.
C’erano tracce di pneumatici e un ceppo tagliato, una cui radice ha fatto presumibilmente da rampa di lancio al trattore che camminava lungo un percorso al di fuori delle piste battute per la raccolta del legname.
Gli alberi erano stati tagliati in pezzi lunghi circa un metro, accatastati in vari punti e venivano caricati sul mezzo tramite due pale, una davanti e una dietro al trattore.
Per gli imputati si sarebbe trattato del terzo infortunio sul lavoro in nove mesi, l’ultimo e mortale.
Vittime sempre operai agricoli legati agli imprenditori Presciutti e Mahmudov. Il 22 settembre 2018, a Castel Giorgio, è toccato a un operaio agricolo romeno 32enne, che si è rotto alcune costole a causa del ribaltamento del trattore. Nella primavera del 2019, a Piansano, un altro operaio romeno, di 38 anni, si è ferito gravemente a un piede tagliandosi con una motosega. Il 19 giugno 2019, a Soriano nel Cimino, ha perso la vita Botan Dumitru.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

