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Tarquinia – (sil.co.) – Delitto delle Saline, niente processo davanti alla corte d’assise col giudizio immediato per l’omicida del professore universitario Dario Angeletti ucciso lo scorso 7 dicembre nella sua macchina a colpi di pistola. Claudio Cesaris comparirà il prossimo 6 luglio davanti al gup del tribunale di Civitavecchia.
I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Rodolfo Bentivoglio, mentre l’imputato e difeso dagli avvocati Michele Passione del foro di Firenze e Alessandro De Federicis del foro di Roma.
Pronto a costituirsi parte civile con l”avvocato Paolo Pirani il comune di Tarquinia. Sempre che la richiesta venga accolta.
“Un segnale forte da parte del comune, dove l’ultimo omicidio risale al 1997 e l’ultimo omicidio di tale portata addirittura a un secolo fa. La pubblica amministrazione in questa triste vicenda si sente assolutamente parte offesa e che in questo modo vuole essere vicino alla famiglia e alla cittadinanza tutta”, spiegava lo scorso 10 dicembre a Tusciaweb il legale nel giorno della formalizzazione dell’incarico.
Il fermo per omicidio volontario del 69enne Claudio Cesaris è avvenuto la mattina del 9 dicembre, meno di 48 ore dopo il delitto commesso all’ora di pranzo del 7 dicembre 2021. A maggio la chiusura delle indagini.
Cesaris, attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia, è stato arrestato poche ore dopo il delitto nella casa che aveva preso in affitto a San Martino al Cimino, nel capoluogo, per stare vicino alla ricercatrice per cui aveva perso la testa a Pavia, nel frattempo trasferita a Viterbo e collega di lavoro della vittima.
Nelle scorse settimane gli sono stati negati i domiciliari, chiesti per motivi di salute, essendo cardiopatico.
“Il delitto – si legge nell’atto di conferimento dell’incarico a Pirani – ha sconvolto l’intera comunità cittadina per le modalità di esecuzione, tanto da essere, la nostra città, da sempre conosciuta ed apprezzata per la sua storia, cultura, presenza di preziosi siti archeologici, dal giorno dell’omicidio sotto i riflettori della cronaca nera dei media nazionali”.
“Dall’evento, infatti, è derivato un grave danno di natura patrimoniale e non patrimoniale soprattutto in termini di danno all’immagine e onorabilità per la città di Tarquinia, per il clamore che ha suscitato la vicenda a livello locale e, ancor più a livello nazionale, tramite le cronache dei giornali e le televisioni, amplificato enormemente dai social, e comunque tali da imporre un’ineludibile tutela nelle opportune sedi”.
“Per tali ragioni, in conseguenza di tale omicidio, l’immagine collettiva della città di Tarquinia da sempre estranea a questa tipologia di reati, si ritiene gravemente lesa”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

