Viterbo – (s. c.) – Presentato nei giorni scorsi, presso l’House Party di Viterbo, il libro di Barbara Froio intitolato “Gulie di Calabria”, dove “gulie” in dialetto significa “voglie”, riguardante i dolci della tradizione popolare calabrese. Più di 70 ricette che vanno a riscoprire i sapori dimenticati, per assaporarne il ricordo e rivivere un’emozione. Ad illustrare il testo, insieme all’autrice, Massimo Mecarini.
Massimo Mecarini e Barbara Froio
Un ricettario che si è proposto di mantenere vive le secolari tradizioni del suo territorio. Durante l’incontro sono stati citati, tra gli altri, alcuni dolci totalmente identici alla tradizione della Tuscia come, per esempio, quelli della Pasqua: a Viterbo la “scarsella” e a Catanzaro la “cuzzupa”, entrambi di forma circolare, con un uovo sodo al centro, che le bambine infilavano al braccio a mo’ di borsetta.
Barbara Froio
Tradizioni antiche che il tempo, la gastronomia standardizzata e la globalizzazione rischiano di cancellare. Un libro che è una salvaguardia della storia, della cultura di diversi territori e della gente che ci ha vissuto, che ci racconta sapori e profumi dolcissimi, anche dei prodotti usati, e delle esperienze gastronomiche millenarie.
Barbara Froio
L’autrice Barbara Froio, insegnante per moltissimi anni nelle scuole primarie calabresi, nata nel borgo di Soverato Superiore in provincia di Catanzaro, da sempre appassionata per la cucina tipica del suo territorio, è venuta a Viterbo a presentare il suo libro per valorizzare i piatti tipici della cultura contadina, nell’ambito di un tour italiano volto ad esportare i piaceri della sua tavola. Per questa iniziativa l’amministrazione comunale della sua città le ha consegnato il “cavalluccio marino” simbolo della città di Soverato.
Le ricette di Barbara Froio



