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Draghi: “Non c’è ad oggi un rischio di escalation, ma bisogna essere pronti”

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Madrid – “Ad oggi non vediamo un rischio di escalation, ma bisogna essere pronti”.

A dirlo è il presidente del consiglio Mario Draghi a margine del vertice Nato che è iniziato oggi a Madrid. Tanti i temi che i capi dei paesi membri dell’Alleanza atlantica stanno discutendo, dalla guerra in Ucraina all’allargamento della Nato con l’ingresso di Svezia e Finlandia.


Madrid - Il premier Mario Draghi al vertice Nato

Madrid – Il premier Mario Draghi al vertice Nato


Draghi è intervenuto anche anche sulla questione dell’incremento della presenza di forze americane in Europa, soprattutto in Germania e Italia. Rispondendo infatti alla domanda di un giornalista se questa decisione possa o meno comportare un’escalation con la Russia, il premier ha risposto: “Per quanto riguarda l’Italia si tratta di 70 militari americani in più e un sistema di difesa antiaerea. Mi viene descritto dal ministro della difesa come un assestamento che era già in programma. Certo che il sistema di difesa aereo deve andare a rinforzare il fianco orientale dell’Alleanza”.

Il presidente del consiglio ha poi descritto quello che è attualmente l’impegno italiano nella Nato alla luce del conflitto in Ucraine e delle attuali tensioni internazionali: “Noi abbiamo assunto il comando Nato in Bulgaria e aiutiamo anche la Romania. C’è anche un pattugliamento aereo dei Baltici in corso già da vari mesi. Le forze che verranno mandate in Bulgaria e in Ungheria sono di circa 2mila soldati. 8mila sono invece di stanza in Italia pronti eventualmente fosse necessario”. 

Sulla questione invece dell’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato, Draghi ha commentato che si tratta di “un momento molto importante perché l’Alleanza si allarga ed aumenta la presenza dell’Europa”.  “Si arriva a una corrispondenza tra Unione europea e Nato – ha aggiunto l’ex numero uno della Bce -. Vengono superate anche molte delle divergenze di opinioni sulla costruzione di una difesa europea, che è quello che noi vogliamo, ma anche di una sua complementarietà con la Nato”.


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