Kiev – “Vogliamo che si fermino le atrocità e vogliamo la pace. Ma l’Ucraina deve difendersi se vogliamo la pace, e sarà l’Ucraina a scegliere la pace che vuole”.
Kiev – Conferenza stampa congiunta di Iohannis, Draghi, Zelensky, Macron e Scholz
A dirlo è il presidente del consiglio Mario Draghi durante la conferenza stampa congiunta a Kiev con il presidente ucraino Zelensky, quello francese Emmanuel Macron, il romeno Klaus Iohannis e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Oggi i quattro leader europei hanno infatti visitato la capitale ucraina per un incontro con Zelensky. Durante la riunione è stato fatto il punto sugli ultimi sviluppi militari in Donbass, sullo sblocco dell’export di grano dall’Ucraina e sulla candidatura di Kiev a membro dell’Ue. Un tema, questo, che verrà discusso a Bruxelles la prossima settimana.
E proprio sulla questione dell’adesione dell’Ucraina all’Ue, il presidente Draghi ha affermato: “L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione europea. E vuole che l’Ucraina abbia lo status di candidato e sosterrà questa posizione nel prossimo Consiglio europeo”.
“Il popolo ucraino difende ogni giorno i valori di democrazia e libertà che sono alla base del progetto europeo – ha continuato Draghi -. Dobbiamo creare una comunità di pace, di prosperità e di diritti che unisca Kiev a Roma, a Parigi, a Berlino e a tutti gli altri Paesi che condividono questo progetto. Le atrocità commesse in questa guerra testimoniano con terribile chiarezza quanto questo progetto sia essenziale”.
“Oggi ho visitato Irpin, un luogo di massacri compiuti dall’esercito russo. Sono fatti terribili, che turbano nel profondo e che condanniamo senza esitazioni. Diamo il nostro completo sostegno alle indagini degli organismi internazionali sui crimini di guerra. Ma oggi sentendo la spiegazione di colui che ci ha accompagnato a vedere il risultato di questi bombardamenti, ho sentito orrore ma ho sentito anche speranza. Speranza per la ricostruzione, speranza per il futuro. E noi oggi siamo qui per questo, per aiutare l’Ucraina a costruire il suo futuro”.
“Vogliamo che si fermino le atrocità e vogliamo la pace – ha aggiunto il premier -. Ma l’Ucraina deve difendersi se vogliamo la pace, e sarà l’Ucraina a scegliere la pace che vuole. Qualsiasi soluzione diplomatica non può prescindere dalla volontà di Kiev, da quello che ritiene accettabile per il suo popolo. Soltanto così possiamo costruire una pace che sia giusta e duratura”.
“Dobbiamo anche sbloccare i milioni di tonnellate di grano che sono bloccati nei porti del Mar Nero – ha concluso Draghi -. Ho appreso oggi che ci sono due settimane per sminare i porti, il raccolto arriverà alla fine di settembre, e una serie di scadenze che diventano sempre più urgenti. Sono scadenze che ci avvicinano regolarmente, inesorabilmente al dramma. Per farlo, per evitare questo terribile evento, occorre creare con la massima urgenza dei corridoi sicuri per il trasporto del grano. Perché la crisi umanitaria in Ucraina non deve trasformarsi in una catastrofe mondiale. L’unico modo di procedere è avere una risoluzione delle Nazioni unite che regoli la creazione di corridoi nel Mar Nero. La Russia finora l’ha rifiutata”.
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