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Fioroni lei è un dirigente del Pd, vota la candidata sindaca del suo partito? Lo “sventurato” non rispose…

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Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Viterbo – Ma cosa avrà votato Giuseppe Fioroni, membro della direzione nazionale del Partito democratico, a questa tornata elettorale? Chi avrà votato alle elezioni comunali? Avrà votato la candidata sindaca del suo partito Alessandra Troncarelli, come sarebbe logico?

Ovviamente in un mondo normale un alto dirigente del Pd vota la candidata del partito. Semplice. Sì, semplice, in una nazione normale. Non nel Belpaese. Non in questa nazione di cioccolatai, come diceva un grande giornalista Ettore Masina, salvando ovviamente gli emeriti e bravissimi  cioccolatai.

Qui si può essere dirigenti di un partito e non fare campagna elettorale per la candidata di quel partito. E neppure chiarire se si vota per altri oppure no. Altri partiti si sono spaccati, come Forza Italia, ma la cosa è chiaramente pubblica. Si sa benissimo, con nomi e cognomi, chi sono gli “scissionisti”. Il rapporto invece tra Pd e Fioroni non appare chiaro. Fioroni, questo è certo, non ha fatto campagna elettorale per Troncarelli. Candidata del suo partito.

Ma per chi avrà votato? Un dirigente di partito non è un personaggio qualsiasi, il suo voto deve essere chiaro, limpido, trasparente. E soprattutto indubitabilmente a favore della candidata del suo partito. Ci mancherebbe altro. Allora va sentito il diretto interessato. Il più informato sui fatti. Fioroni è stato sentito ieri nel primo pomeriggio, prima di votare.

Fioroni, cosa voterà in questa tornata elettorale per le comunali? Quale candidato o candidata sindaco?
“Voterò in questa tornata elettorale – Fioroni tituba un po’ rallenta e prende tempo e fiato ma poi risponde – il sindaco migliore per la città”

Ma lei è un dirigente nazionale del Pd, lei vota o no la candidata del Pd Troncarelli?
“Io voto il miglior sindaco per la città – ripete Fioroni come un disco rotto balbettante -. Per il resto come lei ben sa non posso più fare politica, mi occupo ormai di altre cose…”.

Ma scusi un dirigente di un partito non fa più politica? È una contraddizione in termini. Che ragionamento è?
“Io attendo lo scadere della direzione, poi, ormai, mi occupo di altro. Mi occupo di tutta altra cosa. Il riserbo e la non partecipazione alla politica attiva è una cosa seria. Il Toniolo è una cosa impegnativa (Fioroni è vicepresidente dell’istituto Giuseppe Toniolo, ndr). Non posso fare politica. Non mi sono pronunciato neanche sui referendum. Toniolo è rappresentativo di tutto il mondo cattolico, di tutte le sue anime. Ognuno vota secondo scienza e coscienza, la stessa cosa faccio io. Mi sembra una posizione perfettamente chiara. Non faccio più niente di politicamente attivo. Un conto è disquisire di politiche future, altra cosa è impegnarsi in politica e tanto meno in campagna elettorale, facendo danno all’istituzione che rappresento, alla quale non è consentito entrare in politica attiva”.

Quindi lei è un dirigente di partito che non fa politica attiva?
“Io sono un dirigente di partito, perché sto aspettando la fine del mandato della direzione…”.

Ma allora si dimetta dalla direzione del Pd. Per coerenza e correttezza.
“Quando lo reputerò opportuno e mi verrà detto… Ora non faccio politica attiva perché questa è l’indicazione che ho avuto, perché rappresento una istituzione che rappresenta l’intero mondo cattolico”.

Ma Toniolo era uno che si occupava di politica, eccome. Era dalla parte dei poveri e degli operai. Va ricordato che per il suo programma sociale coniò il motto: “Proletari di tutto il mondo unitevi in Cristo sotto il vessillo della Chiesa!”. E partecipò all’opera dei congressi, organizzazione che dire non politica è difficile. Ne faceva parte anche un certo Romolo Murri… Sembra una fesseria dire che non si occupava di politica.
“Oggi è così come le dico, su queste cose la Cei e il santo padre mantengono un atteggiamento molto preciso e puntuale…”.

Le ripeto la domanda, forse non sono stato chiaro: lei vota o no la candidata del Pd a sindaca, Alessandra Troncarelli? E Fioroni non resiste più ma continua a non rispondere e chiude con un saluto.
“Mi stia bene e buona domenica…”.

Ma lei vota o no la candidata del Pd, Troncarelli?
“La saluto. Mi stia bene e buona domenica…”. E attacca il telefono in faccia, non senza una certa mitezza. Va detto.

Ma da tutto lo scambio telefonico appare chiaro che Fioroni non ha votato la candidata del suo partito. Altrimenti avrebbe detto chiaramente: “Sì, ho votato Troncarelli. Come può avere dubbi”.  E che ci voleva. Come dice il grande intellettuale palestinese: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no. Il di più viene dal maligno”. Ma non sembra questo il caso. Si agognano smentite dal politico di vaglia.

Lo stupore nasce dal fatto che il segretario del Pd Enrico Letta, che pure è venuto a sostenere Troncarelli, sembra dormire da piedi e fa finta di non sentire e vedere. Ma tutto questo è normale? E in quale partito? E in quale nazione? Ma se ognuno può far la qualunque perché ci si iscrive a un partito? E si rimane iscritti a quel partito?

Carlo Galeotti


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