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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Questa è una bella storia di amicizia ed empatia.
Un po’ buffa ed un po’ commovente, non una storia qualunque come non sono qualunque i suoi protagonisti.
Lei infatti è una gattina, lui un giovane medico stimato professionista: il caso ha voluto che si incontrassero. Ma andiamo per ordine. Più o meno tutti crediamo che il gatto sia un animale indipendente, un baffuto e pigro egoista, piuttosto malfidato, del tutto diverso dal fedelissimo cane, docile e coraggioso che per il suo padrone umano offrirebbe la vita. Luoghi comuni.
La gatta Chicca, infatti, adottata da una famiglia che non le fa mancare comodità e affetto, ha deciso di prediligere però il suo vicino di casa dottor Luigi, offrendogli una devozione assoluta e una fedeltà che mai ci si aspetterebbe da un felino, soprattutto prima di una lunga rassicurante frequentazione.
I nostri due protagonisti condividono un balcone il quale, benché separato da un alto divisorio, possiede un’unica ringhiera. Proprio su quest’ultima un giorno la gatta decise di arrampicarsi e zampettare fino a percorrerla tutta, spinta dalla curiosità che appartiene alla sua specie e indifferente al vuoto sottostante. Arrivata oltre il confine del suo piccolo mondo con sprezzo del pericolo, la gatta si intrufolò nello studio medico entrando da una finestra aperta. Il dottore, invece di allontanare bruscamente l’intrusa, l’accolse con dolcezza, accarezzandola e coccolandola, di certo piacevolmente sorpreso ed emotivamente coinvolto.
Restituita alla famiglia ma ormai folgorata dall’incontro, Chicca da quel giorno percorre abitualmente la ringhiera come farebbe un funambolo e si pone in attesa del suo amico speciale. Poco importa se dovrà aspettare a lungo e se correrà il rischio di cadere di sotto (cosa già successa ben tre volte per fortuna senza danni), l’importante è ricevere e donare ancora una volta quell’amicizia speciale che dà senso anche alla giornata di un gatto.
Inutile dire che quando lo studio rimane chiuso per festività o per ferie Chicca è meno vivace, appare frustrata e delusa. Aspetta e aspetta guardando verso la finestra che non si aprirà, appollaiata come un piccione sulla ringhiera.
Questa piccola storia inconsueta e dolcissima, credo possa confermare l’assoluto valore dell’amicizia, il reciproco affetto che è sempre dono di sé anche quando “l’altro” ha quattro zampette e una pelliccia.
Loretta Biaggi
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