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Londra – House of Commons – Camera dei comuni |
Viterbo – La porcata l’eminenza grigia voleva farla e l’ha fatta… E che ci vogliamo fare? Noi preferiamo non doverci sputare in faccia quando ci guardiamo allo specchio. E non siamo al servizio delle fake propalate dall’eminenza grigia.
Dopo la premessa giornalistica la premessa etico/esistenziale.
Ora va spiegato che ho riiniziato a scrivere perché ho rivisto che l’eminenza grigia è discesa in campo nell’agone politico. Ovviamente come fanno le eminenze grigie: mai con la propria faccia, mandando avanti qualche testa di legno; divulgando fake news. Di teste di legno le ha già bruciate almeno due.
E siccome ho una certa età e sto tirando le somme di una vita, mi sono ridato la regola di non tirarmi indietro. Mai. Anche se va detto che in realtà, chi vive fin dai 7 anni una vita trista fatta di gioie quotidiane come la mia, non ricorda molte volte che si sia tirato indietro per il quieto vivere. Il mio bracco italiano, che si chiama Wittgenstein, mi dice sempre col suo sguardo tralice e languido tipico: “Ma chi te lo fa fare?”. Me lo fa fare il mio buon senso di vivere ogni giorno come l’ultimo. Nel segno di Heidegger. Nel segno dell’autenticità esistenziale. E allora anche questa volta andiamo a vedere l’ennesima bufala dell’eminenza grigia.
Il bracco italiano Wittgenstein, la cui nobiltà e saggezza appaiono in tutto il loro splendore
È dall’inizio della campagna elettorale che l’eminenza grigia, credendo di non essere vista, ha iniziato a tentare di inquinare il processo elettorale. E allora spuntano strane convocazioni di persone che non erano nessuno in quel momento in prefettura, spuntano le pressioni (queste a dire il vero spuntano a ogni elezione) per far candidare e votare, spunta un sondaggio incredibile, spuntano presunti esposti o esposti fatti ad hoc ed embrionali indagini, e addirittura “registrazioni in cui si ascolta la voce di presunti dipendenti della Asl”. Da tutta questa fuffa emerge che ci sarebbe un’indagine dell’autorità giudiziaria, udite udite, “sulla massiccia presenza del mondo Asl nelle liste del Partito democratico”. Se questo fosse vero sarebbe cosa ben grave. Non mi risulta che esista il reato di “massiccia presenza del mondo Asl nelle liste”. La magistratura si deve occupare di reati. E allora se ci sono denunce circostanziate, bene, si indaghi. Se ci sono esposti farlocchi, attenzione a chi li ha presentati perché c’è il reato di calunnia.
Westminster
Ma indagare sulla “massiccia presenza” sarebbe come entrare a gamba tesa nel processo elettorale. Credo che nessun magistrato serio si presterebbe a una cosa del genere. Anche perché ogni magistrato ha un altro magistrato che può controllare il suo operato. Nessuno è al di sopra della legge. Negli Stati uniti si dice che neppure il comandante in capo è al di sopra della legge. Nixon, in una famosa megaintervista, provò a dire il contrario e mal gliene incolse.
E poi, per fare una battuta, c’è qualcuno che ha contato quanti sono gli avvocati, i fruttivendoli, i panettieri… Non scherziamo. Ripeto la magistratura deve indagare su reati. Non sulle presenze nelle liste di cittadini probi fino a prova contraria, come piacerebbe all’eminenza grigia. La magistratura non può incidere sulla composizione delle liste. Sarebbe un fatto anticostituzionale. Tra l’altro va ricordato che da sempre la presenza del mondo sanitario nelle liste è stato massiccio. Al tempo della candidatura di Michelini nel Pd c’era un 20% di sanità o di quel mondo. Oggi vorrebbe dire nelle 5 liste che fanno riferimento al Pd direttamente una cifra intorno alle 35 presenze. Quindi anche quella della presenza anomala è una falsità, pure matematica. A occhio. Il solito analfabetismo matematico e logico.
E poi forse non tutti ricordano che ci fu addirittura un manifesto firmato dai sanitari in appoggio di questo o quello, non ricordo più a quale tornata elettorale. Sempre nel Pd.
Ovviamente leggendo l’articolo che vuol sollevare la questione, come al solito anonimo in quanto firmato con una sigla di comodo “Re.Cro”, altre volte è “Re.Vi”, o altro, nulla di chiaro c’è, neppure appunto la firma. E poi se fosse stata una notizia degna di questo nome non sarebbe stata collocata a pie’ di pagina, ma come notizia di apertura. La semiotica dei giornali è come la matematica e tradisce la vera natura delle cose. Quando vedo queste cose, posso sbagliare, ma non riesco a non pensare che siano ispirate dalla solita eminenza grigia che vuole inquinare il processo democratico.
Eminenza grigia di cui io so il nome e tutti sanno il nome, ma come diceva Pasolini: “Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore…”. Anzi io qualche indizio ce l’ho. Basta vedere quali giornali scrivono certe cose.
E allora la magistratura nella sua completa autonomia, se vi intravvede un reato, indaghi su chi vuole inquinare, con tutta una serie di mosse andate a male, il processo democratico.
Sono un po’ stanco dei, soliti e ripetuti nel tempo, giochi delle tre carte truccate della stessa eminenza grigia che si nasconde pure a sé stessa.
Sì, ce l’ho proprio con te che sicuramente mi leggi: “E basta con queste buffonate da magliari!”. Con tutto il rispetto dei magliari veri che lavorano, al contrario della nostra cara eminenza grigia.
E va sottolineato che il peggio del peggio sono i politici che si mettono al servizio dell’eminenza grigia nella speranza di arraffare un paio di voi, polemizzando sulla fuffa che ho descritto. Nessua serietà in questo caso.
Ultima cosa i miei pezzi li firmo con nome e cognome. Può essere che la cosa sia contagiosa pure per chi rimbocca le coperte ai potenti o ex potenti. Speriamo che il buon giornalismo diventi contagioso…
Carlo Galeotti
Ps. Se l’eminenza grigia volesse fare un confronto pubblico io sono a disposizione. Scelga lui il campo e il pubblico. Ma dubito: uno il coraggio non se lo può dare. Diceva don Abbondio. Manderà avanti qualche altra testa di legno. Ma insomma chi vive come me giorno per giorno come fosse l’ultimo non teme le teste di legno e nemmeno le eminenze grigie. Mai disturbare chi non ha paura di morire.


