Viterbo – Referendum sulla giustizia, almeno a Viterbo i cinque quesiti referendari hanno raggiunto il quorum.
Nel capoluogo, i votanti si sono attestati oltre il 58%.
Il primo, quello sull’incandidabilità, ha ottenuto il risultato più alto (58,63%). Votato da 30.036 persone. Il sì al 53,85% (14.611 voti), il no al 46,15% (12.520 votanti).
Dato significativo, rispetto a quello della media in tutta la provincia, comunque più alto (29,09%), se paragonato al nazionale, fermo al 20,90%.
I quesiti referendari promossi da Lega e Radicali, a Viterbo hanno avuto una risposta positiva nei comuni dove in contemporanea si votava anche per il rinnovo delle amministrazione. Decisamente meno bene altrove.
A Ronciglione la percentuale di votanti ha superato il 58%, a Montalto di Castro oltre il 70%, a Latera il 63%, a Castel Sant’Elia il 67%, a Barbarano Romano il 62% e a Capranica il 49%. Dove non ‘è stata la spinta delle comunali, l’affluenza è stata decisamente più bassa. A Civita Castellana poco oltre il 13%, a Vetralla il 18%, a Montefiascone quasi il 16%.
In tutti e cinque i referendum vincono i sì, un dato che lascia il tempo che trova, non essendo stato raggiunto il quorum necessario del 50% più 1 dei votanti, tutto resta come prima.
Quello col sì più convinto è il quesito sulla separazione delle funzioni dei magistrati. Il 77,34% di chi ha votato nella Tuscia si è detto favorevole, contrario il 22,66%.
Molto netto il sì anche per il numero 4, sui membri laici nei consigli giudiziari (74,86%) e sull’elezione dei componenti togati Csm (75,48%).
Nel Lazio è andata bene anche a Frosinone, altro comune dove di votava anche per le amministrative. Superato il 62% e a Rieti attorno al 58,20%.
Giuseppe Ferlicca

