Il sopralluogo della polizia per cercare il coltello
Viterbo – Omicidio di Natale, spunta il giallo delle ciabatte insanguinate trovate sulla scena del delitto che non apparterrebbero né alla vittima, né al presunto assassino.
Chi le indossava potrebbe chiarire chi dei due aveva il coltello in mano quando sono scesi in strada.
L’inedito particolare è emerso contestualmente al via libera al processo col rito abbreviato condizionato all’ascolto di un testimone chiesto dal difensore Rolando Iorio del foro di Avellino per il nigeriano accusato di avere ucciso a coltellate un connazionale la sera della vigilia di Natale tra via Polidori e via Marini per poi trascorrere la notte a casa di un amico.
Via Polidori la sera dell’omicidio
Testimone chiave il nigeriano della doccia.
“Non si tratta di un testimone qualsiasi, ma di un possibile testimone oculare, il quale potrebbe chiarire la dinamica dei fatti, cosa è successo in casa, chi aveva il coltello, chi ha inseguito l’altro e soprattutto cosa è successo poi in strada. E’ il connazionale venuto quella sera da Roma, trovato sotto la doccia dal mio assistito quando è rientrato a casa, la cui presenza nell’abitazione ha scatenato la lite con coinquilino che poi si è tragicamente conclusa in strada”, spiega l’avvocato Iorio.
“Le ciabatte trovate sulla scena del crimine, una delle quali insanguinata, potrebbero essere le sue, compatibili col fatto che stava facendo la doccia. E la sua testimonianza potrebbe rivelarsi decisiva per chiarire la dinamica dell’accaduto”, spiega il legale.
Avrebbe invece indossato scarpe da ginnastica la vittima, il 28enne Enogieru Orobosa, che le portava ai piedi quando è stato portato d’urgenza in ambulanza a Belcolle, dove è deceduto sotto i ferri durante un disperato tentativo di salvargli la vita.
Imputato di omicidio volontario, il richiedente asilo 31enne Nelson Christofer O., arrestato sei ore dopo il delitto, alle 5 della mattina del 25 dicembre, mentre faceva ritorno nell’abitazione dove ha trovato ad aspettarlo la polizia. In carcere da sei mesi, attualmente è detenuto a Rebibbia, dove giovedì scorso ha incontrato il suo legale.
In seguito all’okay del tribunale al rito abbreviato, Christofer non comparirà il 20 giugno davanti alla corte d’assise, ma, non essendogli stata contestata alcuna aggravante, sarà processato il prossimo 8 luglio davanti al gip Giacomo Autizi, col rito che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

