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Viterbo – (sil.co) – Picchia e insulta la moglie davanti ai tre figlioletti facendosi arrestare dopo avere violato il divieto di avvicinamento.
Era lo scorso mese di dicembre quando l’uomo, dopo l’ennesima denuncia, è finito ai domiciliari rafforzati col braccialetto elettronico.
Ieri per lui è entrato nel vivo con la testimonianza della ex il processo col giudizio immediato per maltrattamenti aggravati in famiglia davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini.
“Picchiata anche il giorno del parto”
“Mi ha messo le mani addosso anche quando ero incinta del terzo figlio, anche il giorno del parto”, ha raccontato la vittima, che si è costituita parte civile contro l’ex marito. L’imputato avrebbe picchiato anche i propri genitori e il fratello, intervenuti per difendere la moglie, nonché il suocero. “Ha anche preso a calci il mio cane solo perché era il mio cane”, ha spiegato. “Puttana, zoccola, fai schifo come moglie e come madre”, sarebbero stati una costante. Allegati al fascicolo del processo ci sono anche quattro referti del pronto soccorso per altrettanti pestaggi finiti per la donna in ospedale.
“Cambiato dopo un infortunio sul lavoro”
“Ho cercato di capirlo in tutti modi, avvicendava periodi di calma con periodi di aggressività. La situazione è precipitata dopo un infortunio che lo ha reso invalido. Era imprenditore edile e un giorno, mentre era sulla piattaforma con il padre, è stato raggiunto da una scarica dell’alta tensione che lo ha ustionato e gli ha compromesso per sempre una mano. Coi problemi di salute e di lavoro ha cominciato a bere e farsi le canne, acuendo i difetti caratteriali che aveva già prima. Aveva le manie di persecuzione, era geloso di me in maniera ossessiva, diceva che il padre e la madre non gli volevano bene”, ha raccontato.
“Beveva, si faceva le canne e andava a donne”
Anche nei messaggi e per telefono sarebbe stato tutto un alternarsi di amore e odio, richieste di perdono e minacce. La coppia, tra il 2007 e il 2021, avrebbe cambiato casa e paese per ben sette volte, fino a quando la donna non ce l’ha fatta più ed è tornata a vivere coi figli a casa del padre. “Ma eravamo già separati in casa dal 2017, quando io mi sono messa a lavorare e lui invece non faceva niente tutto il giorno, percependo 700 euro di invalidità senza mettere un centesimo per la casa. In compenso beveva, fumava spinelli e andava con altre donne”, ha proseguito.
“Senza luce la sera della vigilia di Natale”
“Durante una vacanza in una casa di famiglia in montagna, Abruzzo, la sera del 12 agosto 2020, ha chiuso fuori me e i figli, costringendoci a dormire in macchina. Per non pagare la bolletta, la vigilia di Natale 2020 ci ha fatto staccare la corrente così io e i bambini abbiamo trascorso il 24 dicembre al buio. Il 4 gennaio 2021 mi ha spaccato per terra uno dei tre cellulari che mi ha distrutto, mentre i figli urlavano e piangevano. Una delle femmine si è nascosta sotto il letto, allora li ho presi e siamo andati da mio padre”.
“Soccorsa da un carro attrezzi dopo le botte”
La mattina del 9 marzo 2021 avrebbe aggredito la ex moglie mentre stava parlando al telefono con la madre nell’auto parcheggiata lungo la via. “Ha preso a calci lo sportello, poi mi ha seguita mentre andavo al lavoro. Era dietro me mentre mi sono dovuta fermare per un incidente stradale. Mi ha raggiunta e picchiata in testa, distruggendomi l’ennesimo cellulare e buttando la borsa per aria, poi ha ricominciato a darmi pugni in testa”. “Ho pensato ‘mi ammazza’ e ho cominciato a correre a piedi in mezzo alla strada, fino a quando non si è fermato un carro attrezzi il cui conducente ha chiamato i carabinieri e poi sono andata in ospedale”, ha raccontato poi al pm Michele Adragna, dicendo di sentirsi tutt’oggi “annientata”.
“Papà basta, falla finita, fai schifo”
“Dì a tua madre di smetterla di farsi rompere il culo da quello con cui sta”, avrebbe detto la scorsa estate al telefono al maschio di dieci anni, che lo supplicava “papà basta, falla finita, fai schifo”. Da allora può vedere i figli solo alla presenza di assistenti sociali nel corso di incontri protetti. Nel frattempo non avrebbe mai versato il mantenimento ai figli. Nonostante il divieto di avvicinamento a fine agosto si sarebbe però presentato sotto casa dei familiari. Stavolta è intervenuta la polizia.
Il processo riprenderà a dicembre, la sentenza è prevista entro la primavera del 2023.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
