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Pratogiardino Lucio Battisti, condannati tre pusher arrestati durante blitz polizia

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Viterbo - L'ufficio mobile della polizia a pratogiardino Lucio Battisti

L’ufficio mobile della polizia a pratogiardino Lucio Battisti


Viterbo – (sil.co.) – Spaccio a pratogiardino “Lucio Battisti”, condannati a 4, 5 e 8 mesi di reclusione tre richiedenti asilo nordafricani, due dei quali non potranno beneficiare della sospensione condizionale della pena in quanto recidivi.

Al momento del fermo non avevano documenti, ma solo il foglio rilasciato dalle strutture dove avevano alloggio. Uno era già noto alle forze dell’ordine per essere uno spacciatore. Uno è attualmente irreperibile. 

Sono stati arrestati dalla polizia il 9 giugno 2017, nel periodo del giro di vite della questura per contrastare il fenomeno nonché rispondere al grande allarme sociale scattato in seguito alle continue segnalazioni di pusher all’interno del parco fuori Porta Fiorentina, intenti a spacciare agli studenti pendolari, anche minorenni, di passaggio dalla villa comunale durante i loro spostamenti in direzione del capolinea del Riello. 

Per primi sono entrati a pratogiardino dei poliziotti in borghese, cui ha fatto seguito il blitz dei colleghi in divisa accompagnati da una squadra di cani antidroga.

“I tre arrestati erano insieme, quando hanno capito chi eravamo si sono sparpagliati. liberandosi dello stupefacente”, ha spiegato uno degli agenti della narcotici della squadra mobile.

“Uno ha gettato lo zaino in cui c’erano 43 grammi di marijuana, suddivisa in 21 dosi confezionate in bustine di plastica trasparente con la chiusura a pressione. Gli altri si sono liberati rispettivamente di 11 e 9 grammi di stupefacente, che nascondevano nelle tasche”, ha proseguito.

Le unità cinofile, sguinzagliate nel parco, hanno individuato nel frattempo una serie di nascondigli negli anfratti e tra la vegetazione dove era occultato altro stupefacente, non imputabile ai tre arrestati, che invece sono stati colti in flagrante mentre tentavano di disfarsi della droga. 

Il pubblico ministero ha chiesto che gli imputati venissero condannati a un anno di reclusione e 800 euro di multa ciascuno.

Il giudice Elisabetta Massini ha inflitto tre condanne più miti. Una a 4 mesi (e 600 euro di multa) con sospensione condizionale della pena. Le altre due a 5 mesi (e 800 euro di multa) e a 8 mesi (e 1500 euro di multa), con la revoca però per entrambi della sospensione condizionale della pena della quale stavano attualmente beneficiando per altre condanne per spaccio precedenti. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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