Un gasdotto
Roma – Prezzi del gas +43% in una settimana, sono i primi effetti dei tagli russi all’Italia.
Da “preallarme” ad “allarme”. La prossima settimana il governo e il ministero della Transizione ecologica valuteranno se innalzare il livello di crisi in Italia. Iniziano a farsi concreti i primi effetti del taglio di fornitura russa del gas all’Italia.
Un rincaro del 43% in una settimana. I prezzi del gas sono passati da 82,5 a 117,74 euro al Mwh.
Secondo una stima condotta dall’osservatorio Energia di Confcommercio e Nomisma Energia, il conto energetico annuale complessivo dell’Italia sale a 27 miliardi rispetto agli 11 dello scorso anno. Si prevede per gli alimentari un rincaro della bolletta del 70% e per i bar del 54%. Le spese per i ristoranti rispetto a inizio anno sono già salite del 34%.
Aveva illustrato la situazione ieri l’Eni. “A fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni pari a circa 63 mln di metri cubi – ha spiegato in una nota -, Gazprom ha comunicato che fornirà solo il 50% di quanto richiesto (con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto ieri)”.
Le ragioni dei tagli sarebbero di ordine pratico per via di manutenzione e mancanza di pezzi di ricambio, secondo quanto riferisce il Cremlino. Ma l’Europa non sembra credere a questa versione. “Sia la Germania sia noi, e altri, crediamo che queste siano bugie. C’è un uso politico del gas, così come del grano – ha detto il presidente del consiglio italiano Draghi -. L’Italia punta a riempire il sistema di stoccaggio del gas del paese fino ad almeno il 90% della capacità in tempo per il prossimo inverno. Lo stoccaggio si attesta al 54% della capacità a partire da giovedì”.
