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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’8 giugno è stato l’ultimo giorno di scuola. Per molti ragazzi significa vacanze, attività libere, divertimento e tanto altro.
Per mio figlio Alessandro, e per tanti altri come lui, ragazzo diversamente abile o speciale o come volete definirlo voi, significa stare a casa, a non fare nulla (nessuna attività e nessuna socializzazione), obbligando il papà o la mamma a sospendere l’attività lavorativa, se possibile, per stare con lui spesso con attività non strutturate e sicuramente non proficue per il loro percorso di crescita.
Nel caso di Alessandro, mia moglie, grazie ad un intervento del prefetto ottenuto scrivendo direttamente al presidente della Repubblica, è riuscita negli ultimi 2 anni a far organizzare dal comune delle attività per tutti quei ragazzi che come mio figlio altrimenti sarebbero stati gestiti dai vari parenti o assistenti a pagamento.
Questo anno purtroppo non abbiamo avuto ancora notizie, pur avendo fatto interrogazioni agli enti competenti. Colgo l’occasione per ricordare a chi si sta candidando ora, a chi sta gestendo ora il comune di Viterbo e gli organi sociali e sanitari del distretto, ľarticolo 3 della costituzione italiana:
Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua di religione di opinioni politiche di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Ad oggi nostro figlio speciale, come tanti altri speciali, in questa costituzione trovano solo tante belle parole ma di fatto da domani resteranno a casa con la loro famiglia che di contro si troverà costretta a sospendere la propria attività lavorativa per cause a loro non imputabili.
La nostra Repubblica sta realizzando il suo compito citato nell’art 3? Il comune sta svolgendo il suo compito ora?
È necessario attivare oggi gli interventi a sostegno di questi ragazzi e per le loro famiglie senza attendere i tempi della politica che di fatto rimanderà, come avviene a Viterbo tutto a dopo Santa Rosa.
Sarebbe bello avere subito un riscontro.
Vogliamo credere infatti che l’articolo 3 sia veramente uno dei pilastri della costituzione e della nostra comunità.
Francesco Galatà
