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Orte – Rapina in tabaccheria a Orte Scalo, il giudice non convalida l’arresto del bandito fermato poco dopo dai carabinieri mentre tentava la fuga a bordo di un autobus.
Un problema di mancanza di flagranza, giuridicamente intesa, per cui il giudice Elisabetta Massini ha rinviato gli atti al pubblico ministero per il prosieguo delle indagini.
Nel frattempo, però, il magistrato ha disposto per il rapinatore l’obbligo di dimora al suo paese, con presentazione alla polizia giudiziaria e divieto di uscire dalle ore 20 alle 6 del mattino.
Si tratta di un trentenne d’origine romena, con un solo precedente per falso molto risalente nel tempo, difeso di fiducia dall’avvocato Davide Ramazzotti del foro di Roma. “E’ un bravo ragazzo, un lavoratore, non c’è più stato altro, ma era ubriaco, chissà cosa gli è preso”.
Nel pomeriggio di martedì 22 giugno, si sarebbe trovato lì per ritirare una somma di 400 euro al money transfer.
Non avrebbe avuto armi con sé, quando si è fatto consegnare i circa 600 euro della cassa. “Non è stato un gesto premeditato”, secondo il difensore.
La tabaccaia si sarebbe difesa. Per bloccare il rapinatore avrebbe afferrato un martello, che era dietro il bancone del negozio, brandendolo per allontanarlo, mentre lui avrebbe cercato di afferrarlo per levarglielo. Una breve colluttazione, finita con la fuga del trentenne col bottino verso la fermata dei bus più vicina.
I carabinieri lo hanno arrestato poco dopo, proprio mentre cercava di far perdere le tracce a bordo di un autobus di linea in partenza dalla stazione ferroviaria, fermato dopo che aveva percorso pochi chilometri, sembrerebbe con addosso il denaro provento della rapina.
Secondo il giudice, però, sarebbe mancata la condizione della flagranza di reato, indispensabile per poter convalidare l’arresto, motivo per cui ha rinviato gli atti alla procura, disponendo comunque una misura cautelare a carico dell’indagato.
Silvana Cortignani
– Rapina una tabaccheria e tenta la fuga su un autobus della Cotral
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
